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Pescara, scontro in consiglio comunale su armi per vigili e testamento biologico

Pescara. Ennesimo consiglio scontro questo pomeriggio. In aula l’Amministrazione comunale al completo, opposizione e maggioranza si sono date battaglia su due temi scottanti: testamento biologico e armamento polizia municipale. Una seduta pepata, grazie anche alla strana protesta in aula di Domenico Zazzara, il cittadino sfrattato dall’Ater per morosità e abusivismo da un appartamento popolare e che avrebbe chiesto di rientrare in quell’alloggio minacciando di darsi fuoco nella sala consiliare.

 Su Zazzara si è espresso nel corso del consiglio proprio l’assessore alle politiche sociali, Guido Cerolini. “L’amministrazione comunale, purtroppo, non può riassegnarli un alloggio in quanto il signor Zazzara, oltre a essere moroso, ha anche occupato abusivamente l’appartamento, sfondando la porta d’ingresso. Comunque abbiamo contattato la Caritas per consentirgli di trascorrere le notti all’interno del centro di via Gran Sasso, ma il signor Zazzara ha rifiutato perché intende muoversi solo con il proprio cane, e ovviamente il centro Caritas, deputato a dare aiuto a tutti gli utenti in condizioni di disagio, non riesce anche a ospitare animali domestici. Nel frattempo l’amministrazione ha anche contattato la madre del signor Zazzara, che è titolare di un alloggio popolare e che si è dichiarata disponibile a ospitare il figlio e il suo cane, ma il signor Zazzara ha rifiutato anche tale soluzione, praticamente legandoci le mani”.
Giovanni Di Iacovo, consigliere di Sinistra e Libertà, ha  invece presentato una mozione nella quale proponeva un voto a favore dell’istituzione del Testamento biologico. Nessun trattamento di favore però per Di Iacovo: “la vicenda del Testamento biologico riguarda una sfera del privato che tale deve rimanere, e in cui la politica non può e non deve intromettersi. Una vicenda che sicuramente non può essere strumentalizzata da un Consiglio comunale, che non ha il potere di legiferare, e che dunque non ha la possibilità di imporre a un cittadino l’obbligo di decidere, in anticipo, della propria morte o della propria vita in caso di malattia fortemente invalidante”, così ha risposto il consigliere comunale della Lista Teodoro Massimiliano Pignoli. Una questione che toccherebbe in maniera troppo profonda la sfera personale dell’individuo, un qualcosa di cui la politica non può assumersi l’incombenza, secondo la maggioranza,  una mozione che rischierebbe solo di essere strumentalizzata da frange diverse di partito. Alla fine mozione bocciata con 14 voti contrati e 13 a favore su 30 presenti in aula, un tema sul filo del rasoio che ha rischiato quasi di sfondare il muro della maggioranza.
Intorno alle 18.30 il capogruppo comunale del Pdl, Lorenzo Sospiri ha poi chiesto e ottenuto  l’inversione dell’ordine del giorno per consentire di dare priorità a delibere che da mesi continuano a essere portate in aula senza essere affrontate, a partire dalla revoca della delibera che limitava l’uso delle armi da parte della Polizia municipale ai servizi notturni, ripristinando invece l’uso delle pistole per l’intera giornata. Maggioranza ed opposizione hanno così continuato la lotta all’ultima parola. “Stiamo dibattendo di  bazooka, tric e trac e farfalle”, così ha definito gli interventi del centro-sinistra il capogruppo Pdl. Il centro-destra parla di difesa di una delibera sollecitata anche dal prefetto di Pescara, e dall’altro lato i consiglieri Del Vecchio, Di Pietrantonio, D’Angelo, Sulpizio, non si lasciano passare la mosca sotto il naso, discussione di nuovo da rifare.

Monica Coletti