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L’Aquila, Blundo: ‘L’Amministrazione tormenta i cittadini’

L’Aquila. ‘L’attuale amministrazione comunale è di un partito che da sempre si dichiara vicino alle problematiche della gente, tuttavia si sta comportando in un modo tutt’altro che empatico nei confronti dei propri cittadini.’.

A dichiararlo la parlamentare Enza Blundo. ‘Sembrano un teatro dell’assurdo le ultime situazioni venutesi a creare nei MAP di San Gregorio in cui almeno in un paio di casi il Comune ha proceduto al distacco delle utenze nelle abitazioni di inquilini morosi.

Permangono, infatti, fino ad Aprile del 2016 le richieste di pagamento delle bollette, conteggiate a metro quadro e non in base ai reali consumi effettuati; questo può sembrare una violenza ai danni di chi non ha più niente e non può neppure farlo presente. Tali conteggi non sono assolutamente appropriati e giustificabili e non possono essere neppure paragonati a quelli praticati nei condomini con riscaldamento centralizzato’ – Prosegue Blundo –

«Ho inoltre saputo pochi giorni fa che addirittura alcune persone che hanno perso tutto o che vivono attualmente con una misera pensione si sono viste considerare sul certificato ISEE le proprietà immobiliari valutate come ricostruite, mentre tali immobili sono completamente crollati e ancora in attesa di ricostruzione. Il risultato è che la loro condizione economica viene evidenziata da tale documento come agiata anziché come nella realtà, totalmente indigente».

«All’incuria che sin dai primi anni è stata rilevata, vedi il lasciare ancora i palazzi crollati accanto a quelli ricostruiti, come ad esempio nel piazzale F, quartiere di Valle Pretara, che poteva essere già del tutto ricostruito o degli immobili di proprietà comunale di via Giovanni di Vincenzo con progetto approvato e finanziato già dal 2013 e che non vede ancora l’inizio lavori, oppure quelli di S. Gregorio, dove gli inquilini sono stati costretti a rientrare in alloggi inagibili e si sono visti recapitare richiesta di pagamento del canone maggiorato inclusi i mesi del 2009 che si trovavano ospiti presso le tendopoli. Si aggiungono le ultime vicende che stanno vivendo gli aquilani, vessati da spese condominiali relative spesso a servizi non effettuati e a presunte ingenti spese per la gestione amministrativa».

«Se l’attuale amministrazione comunale non è in grado di risollevare L’Aquila e gli aquilani dal dramma che si è verificato il 6 aprile 2009, è bene che prenda seriamente in considerazione l’ipotesi di dimettersi e lasciare spazio a chi saprà fare meglio».