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Silvi, piantato un leccio per ricordare l’anno scolastico segnato dal Covid

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Ultimo Aggiornamento: mercoledì, 7 Luglio 2021 @ 11:59

Silvi. Nel gennaio 2020 i genitori dei ragazzi della terza media dell’Istituto comprensivo G. Pascoli, per continuare la bella tradizione della festa dell’addio degli alunni che avrebbero lasciato la scuola media per passare alle superiori, decisero di autotassarsi per organizzare una manifestazione in piazza per la consegna dei diplomi. Nessuno poteva immaginare che due mesi dopo l’Italia sarebbe stata funestata dalla pandemia della quale non si conoscevano conseguenze e durata. Quando, poi, a maggio era chiaro che non sarebbe stato possibile alcun festeggiamento, i rappresentanti dei genitori, in accordo con tutti gli altri, decisero di destinare i fondi raccolti in beneficienza e di lasciare una quota per la piantumazione di un albero in ricordo dei ragazzi diplomati in un anno che sarebbe tristemente passato alla storia.

“A distanza di dodici mesi – ha detto Ambra Mennilli, rappresentante dei genitori – grazie all’impegno dell’assessore Lella e del funzionario Carlo Durante, alla presenza di una rappresentanza di ragazzi, è stato piantato un leccio al parco Peter Pan con una targa commemorativa. Con questo gesto vogliamo spronare i nostri figli ad essere parte attiva della comunità e fargli capire che anche da eventi negativi può nascere qualcosa di buono. Il nostro gesto si propone, inoltre, di segnare nella memoria dei ragazzi questo particolare periodo della loro vita incitandoli a proiettarsi, nonostante tutto, con ottimismo al futuro”.

“Quello che abbiamo fatto insieme ai ragazzi e ai loro attenti genitori – ha detto l’assessore Gianpaolo Lella – è più di un semplice gesto perché è la dimostrazione che la nostra città è viva e vuole ripartire nel segno della speranza per un futuro migliore per i nostri figli. L’amministrazione comunale ha apprezzato tantissimo l’iniziativa appoggiandola e ponendola all’attenzione di tutti come esempio virtuoso capace di risvegliare il senso dell’appartenenza alla comunità cittadina dove se tutti, amministratori pubblici, operatori economici, educatori, famiglie, associazioni e, soprattutto, i ragazzi e i giovani, daranno il proprio contributo di idee e di azioni concrete sarà possibile realizzare una nuova società solidale e una democrazia partecipata”.

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