Roseto, mobilitazione per difendere la Riserva del Borsacchio dal cemento

Roseto. Il 4 maggio  appuntamento a Roseto alle 15.00 per una mobilitazione per difendere la Riserva del Borsacchio da un piano edilizio che la comprometterebbe (adesioni guidedelborsacchio@gmail.com).

“Dopo 16 anni dall’istituzione, il Consiglio comunale di Roseto degli Abruzzi si appresta a votare il Piano di Assetto Naturalistico (PAN) della Riserva naturale regionale del Borsacchio. Avendo contribuito alla sua nascita e dopo esserci impegnati nella sua difesa e nella sua valorizzazione, dovremmo esserne felici. Eppure non è così e, anzi, avvertiamo ancora di più la necessità di difendere questo piccolo tratto di costa scampato alla cementificazione!”

Lo hanno dichiarato, gli organizzatori della protesta, Guide del Borsacchio, WWF Teramo e Comitato Borsacchio, precisando che “il PAN in discussione non è lo strumento di pianificazione di un’area naturale protetta; non punta alla conservazione e alla valorizzazione di una riserva costiera; non garantisce, come vuole la legge regionale sulle aree protette, la tutela di una zona con un particolare interesse naturalistico ricca di emergenze geomorfologiche, floristiche, faunistiche, paleontologiche e archeologiche. La conservazione della natura è esclusa dal PAN che, invece di occuparsi di corridoi ecologici, di specie e di habitat, presenta un “Programma edilizio” per regolamentare antenne, tapparelle, impianti di condizionamento, recinti… Nessun intervento di conservazione “attiva”, nessuna opera di rinaturazione, nessun recupero della fascia dunale e retrodunale che pure avrebbero un effetto benefico nel contrasto all’ erosione. Rinunciando a grandi occasioni di finanziamento, il PAN non prende in esame gli studi condotti negli anni passati per la candidatura a sito della Rete Natura 2000 del territorio della Riserva, nonostante il Comune abbia finanziato uno specifico studio poi approvato dall’allora Commissario della Riserva nominato dalla Regione. La zonazione proposta contrasta inspiegabilmente con quanto previsto dalla legislazione di settore e specifica sulla riserva, eliminando le Zone A (a massima tutela) e le Zone D (di sviluppo). E, a confermare la sua anima cementizia, il PAN prevede una ferita al cuore stesso della riserva con un accesso in corrispondenza della “Casa Mataloni”, con tanto di sottopasso ferroviario e passerella alla spiaggia, e ben due parcheggi dietro la ferrovia e la strada nazionale. Per non parlare dei premi di cubatura fino al 40% in più dei “manufatti” originari per un massimo di nuovi 600 mq. Invece di recuperare la tradizionale rete sentieristica esistente, se ne prevede una nuova da realizzarsi lungo i fossi, con la beffa dei costi di realizzazione e gestione spropositati da aggiungersi al danno della compromissione dei corridoi ecologici”.

“Non vi è nessun approfondimento – aggiungono – sulla mobilità sostenibile, tanto che nelle cartografie della viabilità non sono indicate piste ciclabili e persino l’esistente ciclabile Roseto-Cologna diventa una strada carrabile. La stessa memoria di questi luoghi scompare con l’oblio di siti archeologici di enorme importanza a partire da quello della sepoltura ostrogota. Persino sul logo della Riserva il PAN contiene una scelta inspiegabile, rinunciando al logo donato da uno dei migliori grafici su scala nazionale, originario di Roseto degli Abruzzi, e introducendone uno nuovo nonostante l’altro sia stato diffuso da anni in materiale divulgativo e siti web. La natura e la storia del territorio della Riserva naturale regionale del Borsacchio non meritano questo PAN. Il grande impegno profuso in questi 16 anni da tante donne e uomini di Roseto degli Abruzzi, e non solo, meritano una ben più attenta pianificazione. È questo il momento di scegliere tra il passato e il futuro, tra il consumo di territorio e di risorse e lo sviluppo sostenibile!”

“È questo il momento di stringersi intorno alla nostra Riserva e di difenderla per garantire alle future generazioni quel piccolo angolo di natura che le generazioni del passato ci hanno lasciato!”, concludono le associazioni.

Anche Valentina Corneli, onorevole del Movimento 5 Stelle e la consigliera Rosaria Ciancaione hanno chiesto “un atto di responsabilità all’amministrazione con la sospensione o il ritiro del Pan. Ancora una volta il metodo di lavorare in solitaria senza cercare il confronto con i cittadini rischia di compromettere per sempre il bene comune. Alla luce delle forti critiche espresse dalle associazioni ambientaliste rispetto al Pan, non si può restare indifferenti. La condotta del PD su questo punto sarà rivelatrice per noi che abbiamo nel dna i principi di trasparenza e condivisione, che dovranno caratterizzare la prossima amministrazione. Raccogliamo l’appello e le preoccupazioni di questi cittadini attivi, chiedendo al PD di aprire un dialogo con le associazioni e con la cittadinanza su un tema così cruciale per il futuro della città. Non si può arrivare a fine consiliatura e imporre scelte così segnanti per l’avvenire della città in piena solitudine e su temi come la pianificazione urbanistica. I rilievi sollevati dagli ambientalisti coincidono con quelli individuati anche da noi, che quindi ci proponiamo di favorire questo dialogo tra ambientalisti e amministrazione, perché da 16 anni si aspetta l’approvazione di un Pan per la riserva, da 16 anni permangono i restringenti vincoli transitori di cui la responsabilità è solo di una politica miope e autoreferenziale che continua a percepire la riserva del Borsacchio come l’occasione per aumentare le cubature il più possibile”.

“È una storia che si ripete ed è la storia dei vari Pan che si sono succeduti e poi bocciati. Non vogliamo far sperperare altre importanti risorse pubbliche per redigere un nuovo Pan, quindi chiediamo che il Pd si renda disponibile all’ascolto”.

Nel frattempo è stato indetta sul sito change.or la raccolta firme in difesa della Riserva del Borsacchio.