Martinsicuro, quale futuro per la Veco? La vertenza dimenticata FOTO VIDEO

Martinsicuro. Dal fallimento di un anno fa, epilogo di un percorso ricco di ostacoli, ad una vertenza che rischia di finire nel dimenticatoio.

 

Come i 53 operai per i quali, da maggio non ci sarà più nemmeno il sostegno degli ammortizzatori sociali. La Veco di Martinsicuro rappresenta una delle vertenze simbolo del settore metalmeccanico. Uno dei settori trainanti del comparto produttivo della Val Vibrata e che, ora, inevitabilmente, segna il passo. Un anno fa, di questi tempi, la storica fonderia chiudeva i battenti dopo il fallimento decretato dal tribunale e la nomina del commissario. Dodici mesi durante i quali, all’orizzonte, non si sono manifestati segnali concreti di investitori, capaci di far ripartire lo stabilimento di via Roma e offrire una prospettiva per gli oltre 50 lavoratori, per i quali diventa complicato trovare anche una ricollocazione.

Questa mattina nel parcheggio della fonderia lavoratori e sindacati si sono ritrovati per fare il punto della situazione. Una situazione complicata, che necessita in qualche maniera va sbloccata. I vertici provinciali di Fiom Cgil (Natascia Innamorati) e Fim Cisl (Marco Boccanera) chiederanno, a breve, di attivare un tavolo regionale per verificare l’esistenza di potenziali investitori. Ma anche il tema dell’area di crisi complessa per la Val Vibrata, per la quale la Regione chiederà una proroga triennale, va probabilmente rimodulata e tarata, anche in questo caso. In primis per mantenere i livelli occupazionali. Al presidio di questa mattina era presente anche il sindaco Massimo Vagnoni.

 

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