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Giulianova, che fine ha fatto l’area verde progettata per l’area ex Sadam?

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Ultimo Aggiornamento: lunedì, 23 Agosto 2021 @ 13:17

Giulianova. E’ stata inoltrata dall’associazione Conalpa di Giulianova all’amministrazione comunale (sindaco, assessori Giorgini e Di Candido e all’ingegnere Bonaduce), una formale richiesta per ottenere informazioni circa l’area verde progettata per la zona ex Sadam

“La programmazione di nuove piante – spiega l’associazione -, in un’area densamente popolata, deve avere l’ausilio di agronomi specializzati e, visto, che negli ultimi tempi anche i vivai hanno carenza di piante che devono adattarsi a centri urbani, si spera che già da ora si organizzi un piano particolareggiato”.

Il Conalpa spiega che “dal libro di due noti agronomi (‘La terra salvata dagli alberi’ di Ferrini e Del Vecchio) si sono estratti dei concetti che possono essere d’aiuto: ‘l’albero perfetto per tutti i luoghi non esiste e dovremo cercare di scegliere ogni volta la specie giusta da piantare per quello specifico ambiente. La scelta degli esemplari da piantare in aree urbane è fondamentale quando si utilizza la vegetazione per il miglioramento della qualità dell’aria. La filosofia emergente delle “città verdi” implica che, invece di considerare le piante e gli spazi verdi come un costo, queste (le piante) dovrebbero essere trattate come beni comuni (e quindi come investimenti) che apporteranno valore da un punto di vista sociale, economico e ambientale e forniranno una moltitudine di benefici per le popolazioni urbane e non. Le aree verdi urbane possono contribuire a ricollegare la società alla natura e offrire uno spazio pubblico per la sensibilizzazione ecologica e l’educazione informale svolgendo, quindi, un ruolo sostanziale nel migliorare ancor di più l’atteggiamento pro-ambientale dei cittadini. Gli spazi verdi pubblici possono e devono perciò diventare i salotti, i giardini e i corridoi delle aree urbane. Se la paura di una morte orribile per insufficienza respiratoria da virus ci ha fatto sopportare sacrifici e privazioni e ci ha mostrato che ne siamo capaci, perché non dovremmo essere in grado di fare anche piccoli ma decisi cambiamenti del nostro stile di vita per evitare di ritrovarci a breve senza più aria pulita da inalare? Come possiamo intervenire? Abbiamo il potere di fare qualcosa, magari un gesto clamoroso? Oltre che cercare a tutti i costi di inquinare meno? Si, noi abbiamo questa possibilità. Cominciamo col piantare alberi. Gli alberi sono il mezzo naturale e più economico per agire contro il cambiamento climatico, contro l’inquinamento'”.

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“Naturalmente bisogna tener conto che ogni nuovo albero piantato, necessita di 50 litri/settimana di acqua e che, per tutti, nuovi e vecchi, è necessario che ad occuparsene ci sia personale adeguatamente istruito”, conclude l’associazione.

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