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Rocco Papaleo a Pescara con “Coast to Coast”. L’intervista

Ultimo Aggiornamento: venerdì, 9 Novembre 2018 @ 13:01

Pescara. L’attore, regista e musicista Rocco Papaleo sarà al Teatro Massimo di Pescara il prossimo 17 novembre con il suo nuovo spettacolo “Coast to Coast”.

 Lo spettacolo di Pescara è organizzato da Alhena Entertainment. I biglietti sono in vendita nei circuiti TicketOne e CiaoticketsQuesti con i sequenti prezzi dei biglietti: Poltronissima 34,50 € c.d.p.; Poltrona 30,00 € c.d.p.; Palchi 30,00 € c.d.p.; Galleria 23,00 c.d.p. Infoline: 085.9433361; 366.2783418.

 L’artista lucano ci ha gentilmente concesso l’intervista in cui ci ha parlato dello spettacolo e non solo.

 

– Il prossimo 17 novembre sarà a Pescara con lo spettacolo “Coast to coast”. Nella nota di presentazione ha cercato di spiazzarci mantenendosi sul vago. Ci può dare qualche delucidazione anticipandoci che cosa ci aspetta?

– “È uno spettacolo di teatro-canzone per cominciare, nel senso che è quel tipico spettacolo che alterna canzoni e racconti senza soluzione di continuità su una partitura musicale che contrappunta che diventa protagonista o commento a seconda dei momenti dello spettacolo. Naturalmente il tono e la ricerca sono quelli di un’introspezione e di un divertimento, contemporaneamente accoglienti e divertenti. È uno spettacolo in cui proviamo ad abitare il teatro in un certo senso, ovviamente in maniera simbolica, ma in certi casi anche qualcosa in più. Abbiamo una zuppa che si cuoce durante lo spettacolo e poi si mangia, noi la mangiamo, poi se ne rimane un po’ ed il pubblico vuole partecipare al banchetto è ben accetto”.

– In questo spettacolo si esalta appunto il tema del viaggio e dello spostamento in genere. Si dice che spesso a livello esperienziale è più importante il viaggio in sé che l’arrivo a destinazione. Questo concetto si rispecchia con lo spettacolo stesso e con il suo concetto di viaggio?

– “Non è il tema dello spettacolo, più che altro è un archetipo il fatto che a volte sia più importante il percorso ed il momento in cui ci si sposta piuttosto che l’arrivo. Ovviamente questo tema c’è dentro lo spettacolo, però è un coast to coast esistenziale, attraverso i racconti che facciamo e le storie che mettiamo a disposizione dello spettatore e in fondo è il modo migliore per entrarci in relazione. La relazione tra le persone si nutre del racconto, più cose si sanno l’uno dell’altro e più è facile trovare punti di convergenza”.

– Che relazione c’è tra questo spettacolo teatrale ed il film “Basilicata coast to coast”?

– “Lo spettacolo non ha una relazione con il film. Tutte le cose che provo a fare sia come autore che come attore hanno dei punti in comune che è un tono che riguarda questa ricerca musicale per fare un intrattenimento divertente e profondo se ci si riesce. Questo è quello che ho cercato di fare nei film e negli spettacoli di teatro-canzone che ormai faccio da almeno 25 anni. Però è diverso, non c’è una connessione con il film, però c’è quell’atmosfera lì che è l’atmosfera che prediligo”.

– Non è la prima volta che viene nella nostra regione, in precedenza che impatto aveva avuto con la nostra gente e con la nostra terra?

– “Io ho un buon rapporto in generale con le persone, più che fare un discorso regionale è uno scambio di umanità che provo a mettere in campo in ogni posto dove vado. Con l’Abruzzo ho un rapporto ottimo, soprattutto perché l’ho frequentato e a Pescara sono stato diverse volte, è una cittadina che mi piace molto, in genere mi piacciono le città di mare. però ho un buonissimo rapporto con L’Aquila dove sono stato svariate volte, anche nel momento drammatico del terremoto, lavoravo per una trasmissione televisiva e andi lì come inviato proprio un paio di giorni dopo e ho vissuto quel disastro con grande partecipazione emotiva. Quando fui lì fu molto forte l’impatto con le persone che mi colpirono per la dignità nonostante il grandissimo dolore per quello che era successo. Tra l’altro nella mia band ci sono due abruzzesi, quindi sono molto connesso con quella regione. Ovviamente non faccio uno sviolinare ruffiano, ho un buon rapporto con le persone e credo ancora nel bicchiere mezzo pieno dell’umanità”.

– Oltre che come attore e come regista, ha avuto anche un’esperienza come scrittore, infatti è autore del romanzo “Una piccola impresa meridionale”, da cui è scaturito un film, diretto comunque da lei. Come ha scoperto questa sua vena letteraria?

– “Ho sempre scritto sin dalle scuole, forse è stata la mia prerogativa maggiore, però non mi sento scrittore. Nel caso di quel romanzo è nato un po’ insieme al film da cui è sgorgata una forma letteraria dignitosa che potesse avere una piccola pretesa di pubblicazione. In realtà non ho pensato di scrivere un romanzo, ma ho scritto un film con una forma anche letteraria, poi Mondadori volle pubblicarlo e noi ben felici lo abbiamo fatto”.

– Quanto c’è di lei nel tipo di personaggio che interpreta nei film?

– “A volte di più, a volte di meno, dipende da quanto corrisponde il personaggio alla persona. C’è da dire che sono un tipo di attore che non si immedesima, che non imita e che quindi fa riferimento sempre un po’ a se stesso e naturalmente una parte di me c’è in ogni cosa che faccio”.

– Faccia conto di essere uno dei personaggi che interpreta nei suoi film o nello stesso spettacolo “Coast to coast” e faccia un invito al pubblico di Pescara a venirla a vedere.

– “Intanto sono contento di venire a vedere Pescara perché è una città dove vengo sempre con grande piacere, ho anche amici. Poi se Pescara mi vuole ricambiare sarò ben felice, così come io vengo in visita in questa città, sarei contento se i pescaresi verranno a visitarmi in teatro dove troveranno certamente una piacevole serata da trascorrere”.

Francesco Rapino

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