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Pescara, inchiesta La City: assolti Mascia e Antonelli. In 12 a processo

Ultimo Aggiornamento: venerdì, 1 Febbraio 2019 @ 14:50

Pescara. Assolti “perchè il fatto non sussiste”, questa mattina dal gup del tribunale del Pescara Gianluca Sarandrea, l’ex sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia, e il capogruppo comunale di Forza Italia Marcello Antonelli, accusati di concorso in abuso d’ufficio e giudicati con il rito abbreviato nell’ambito del procedimento nato dall’inchiesta La City.

L’inchiesta ha indagato sulle presunte irregolarità nella procedura che avrebbe dovuto portare alla realizzazione dei nuovi uffici della Regione Abruzzo a Pescara.

Il pm Anna Rita Mantini aveva chiesto per loro condanne a 8 mesi.

Rinviati a giudizi gli altri 12 imputati, che saranno giudicati con il rito ordinario dal tribunale collegiale di Pescara, davanti al quale compariranno per la prima udienza l’8 maggio. A processo, sempre con l’accusa di abuso edilizio, l’imprenditore Marco Sciarra, legale rappresentante della società Iniziative Immobiliari Abruzzese; l’amministratore unico della società Imar Costruzioni, il costruttore Giovanni Pagliarone; il direttore dei lavori per le opere strutturali, l’ingegnere Carlo Galimberti; il direttore dei lavori architettonici, l’architetto Mario D’Urbano. Tra gli imputati anche una serie di dirigenti della Regione Abruzzo e del Comune di Pescara: Antonio Sorgi, Carla Mannetti, Gaetano Silverii, Emilia Fino, Pierluigi Caputi, Gaetano Pepe, Lanfranco Chiavaroli, Enrico Iacomini.

 

“Questo procedimento, che poteva avere una natura tecnica tutta da verificare in sede processuale, forse per quanto riguarda gli amministratori non doveva neanche iniziare e la formula ampia con la quale siamo stati assolti la dice lunga”, ha commentato l’ex sindaco di Pescara, “Questa vicenda, negli ultimi 3 anni e mezzo da un punto di vista psicologico aveva limitato la mia azione politica, che in 5 anni da sindaco e in oltre 20 al Comune di Pescara è stata sempre irreprensibile, per cui l’ho vissuta molto male”.

“Grande soddisfazione, nella consapevolezza che il nostro operato era stato assolutamente corretto e che avevamo sempre mantenuto alta la linea della salvaguardia dell’interesse pubblico”, esprime, invece, Antonelli.

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