Pescara, giovane ucciso a Rancitelli: la ricostruzione dell’omicidio

Un'immagine del cosiddetto Ferro di Cavallo a Pescara, dove è stato trovato un uomo ferito, e poi morto in ospedale, 1 gennaio 2020. Un giovane, di cui non si conosce l'identità, è morto nella tarda mattinata nel pronto soccorso dell'ospedale di Pescara dove era stato trasportato dopo essere stato trovato con ferite e lesioni in una pozza di sangue all'interno di un pianerottolo di uno stabile del cosiddetto Ferro di Cavallo, il complesso di case dove fu aggredita lo scorso febbraio una troupe della Rai. Al momento la Polizia, che si occupa delle indagini, non esclude alcuna ipotesi. ANSA/ PAOLO RENZETTI
Ultimo Aggiornamento: giovedì, 2 Gennaio 2020 @ 16:45

Pescara. E’ stato ucciso mentre era a letto Marco Cervoni, il 35enne morto a Capodanno nel Ferro di Cavallo di Rancitelli, per mano, secondo la polizia, Guerino Spinelli, 29 anni di etnia rom già noto alle forze dell’ordine, accusato di omicidio volontario.

Secondo quanto ricostruito dal questore, Francesco Misiti, e dal capo della Mobile, Dante Cosentino, Spinelli avrebbe prima colpito Cervoni sul letto, a mani nude, per poi continuare a colpirlo in bagno, mentre lo costringeva a vestirsi, tramortendolo con un corpo contundente. Infine, la vittima sarebbe stata trascinata sul pianerottolo di casa e lì lasciato in una pozza di sangue.

Ignoto, attualmente, il motivo dell’aggressione mortale, ma il 35enne era un tossicodipendente e il complesso di via Tavo è ben noto a tutti come piazza di spaccio, per cui è quella della droga la prima pista presa in considerazione. Per rintracciare il 29enne, la polizia ha dovuto prima ispezionare le diverse abitazione a sua disposizione, con il supporto dei vigili del fuoco, per trovarlo infine in un appartamento disabitato. Spinelli era a letto e si nascondeva sotto le coperte, con indosso ancora i vestiti sporchi di sangue.

A incastrarlo principalmente sono state  le testimonianze di alcuni residenti. Difficile anche per la scientifica rilevare tutte le tracce ematiche dato che qualcuno aveva provato a ripulire il pianerottolo insanguinato.

In attesa dell’autopsia, la prima ispezione cadaverica ha accertato che Cervoni è stato colpito diverse volte in testa, sia a mani nude che con un oggetto appuntito. Nell’appartamento del delitto, infatti, sono stati rinvenuti una stampella e un bastone di legno sporchi di sangue, così come altri oggetti.

LE REAZIONI

Tante le reazioni da parte delle istituzioni e della politica. “Il nostro obiettivo è abbattere il ‘ferro di cavallo’, del tutto o in parte, perché è una struttura che è oggetto di pericolosità sociale. L’episodio di ieri è un ulteriore elemento che ci spinge a muoverci in questa direzione”; afferma il sindaco di Pescara, Carlo Masci. “Dove sono stati creati ghetti – aggiunge il sindaco – noi daremo spazi, come parchi o piazze, che consentano ai cittadini di sentirsi sicuri in contesti vivibili. Negli ultimi mesi si è rafforzata la sinergia tra amministrazione comunale e forze dell’ordine. Con l’obiettivo di garantire la sicurezza ai cittadini abbiamo inoltre velocizzato il bando per l’installazione di 350 telecamere intelligenti che serviranno a controllare soprattutto le aree più a rischio, altro tassello che servirà per garantire la tranquillità”. “Il nostro obiettivo – sottolinea Masci – è rendere Pescara una città sicura, dove i delinquenti sanno che saranno perseguiti in ogni modo”.  

“Il Ferro di Cavallo è la centrale di spaccio di droga più importante d’Abruzzo ed è una tra le principali del nostro Paese. Nel ferro di cavallo, negli ultimi anni, si è sparato e si è ammazzato. Il ‘Ferro di cavallo’ è una zona pericolosissima che non può più essere lasciata un solo minuto non presidiata. Il ferro di cavallo deve subito essere militarizzato”. tuona il consigliere regionale M5s e vicepresidente del Consiglio regionale d’Abruzzo, Domenico Pettinari.

Concorde con la demolizione anche il Presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri: “Il ‘Bronx’ del Ferro di Cavallo di Pescara va abbattuto, quel ‘casermone’ va demolito, garantendo un nuovo alloggio, in altra zona della città, alle famiglie perbene che ne hanno diritto e che si comportano secondo le regole. È questa l’unica strada percorribile per cancellare la difficile realtà della zona indubbiamente più critica del quartiere Rancitelli-Villa del Fuoco e restituire serenità a
chi è costretto ad abitarci subendo angherie, coprifuoco, aggressioni e molto altro”.