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Pescara, il controesodo della marineria. La parola all’Ispra per la ripresa del dragaggio

Ultimo Aggiornamento: domenica, 29 Ottobre 2017 @ 23:55

ALIM3973Pescara. E’ durata appena una manciata di ore la permanenza a Ortona dei circa sessanta pescherecci della flotta marittima pescarese. L’esodo degli armatori, nelle prime luci dell’alba, si è concluso con un controesodo pomeridiano, reso ancora più amaro dall’insabbiamento di due imbarcazioni all’imbocco del porto canale.

Il giorno della protesta della marineria pescarese si è concluso con un sonoro nulla di fatto. Non è servito abbandonare lo scalo di Pescara. La speranza di trasferire in provincia di Chieti l’economia marittima e il suo indotto si è scontrata con la realtà di un porto, quello di Ortona, incapace di dare ospitalità ai naufraghi in fuga.
Troppi i 54 pescherecci partiti in corteo all’alba dalla costa pescarese. Un numero troppo elevato per il porticciolo di Ortona, che al massimo può dare ospitalità a una decina di navi. L’intera flotta è stata quindi costretta a fermarsi a circa tre miglia dal litorale teatino. Complice il mare mosso e i venti contrari, le barche non hanno trovato quelle condizioni di sicurezza indispensabili per poter ripartire lontano dal porto insabbiato di Pescara. Il corteo in mare ha quindi fatto marcia indietro nel pomeriggio. Oltre al danno anche la beffa: al rientro in porto due pescherecci si sono arenati, ritrovandosi con le eliche incagliate nella sabbia.
Intanto, in mattinata, c’è stato il vertice in Provincia a cui hanno preso parte il prefetto Vincenzo D’Antuono, il commissario straordinario per il Porto Guerino Testa, il comandante della Capitaneria Luciano Pozzolano, il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia, il dirigente dell’Arta Abruzzo Mario Amicone, i tecnici della Procura dell’Aquila e dell’Ispra. Si è deciso che sarà l’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) a dire nei prossimi giorni se le procedure utilizzate per le analisi del materiale del porto di Pescara sono idonee o meno. Un giudizio sarà espresso dall’Istituto sia nei confronti dell’Arta (Agenzia regionale di tutela ambientale) che nei confronti del laboratorio della provincia di Brescia incaricato dalla Procura della Repubblica dell’Aquila. Per l’Arta il materiale della darsena commerciale può essere versato a mare, una volta dragato, mentre per il consulente della Procura si tratta di materiale contaminato da Ddt e naftalene. L’impasse ha portato a metà dicembre al sequestro della draga Gino Cucco e allo stop al dragaggio. Saranno due i passaggi da seguire. Come prima cosa, già da oggi, l’Ispra esaminerà sia la metodologia seguita dall’Arta sia quella seguita dal consulente della Procura. Al termine di questi accertamenti si capirà quale delle due è idonea e un responso è atteso per mercoledì della prossima settimana. Nel caso in cui entrambe dovessero risultare idonee si procederà ad un secondo step. L’Ispra fornirà sia all’Arta che al consulente della Procura un “campione cieco” (di cui solo l’’Ispra conosce il contenuto) da analizzare con la stessa procedura usata per il materiale di dragaggio e in base al risultato fornito l’Ispra sarà in grado di chiarire quale dei due soggetti utilizza la metodologia idonea allo scopo.
Il commissario straordinario assicura che entro 15 giorni potranno essere chiariti tutti i dubbi e si potranno dare risposte alla marineria e agli operatori del porto di Pescara, ormai stremati da questa situazione. “Chiedo a tutti di avere ancora un po’ di pazienza”, dice Testa, “e anche di essere ottimisti perché il dragaggio potrebbe riprendere esattamente con la stessa procedura intrapresa il 12 dicembre scorso, poi bloccata dalla magistratura. Se così non dovesse essere seguiremo un iter diverso. Di certo non mi fermo qui, essendo stato nominato per effettuare il dragaggio del porto di Pescara”.

 

La polemica tra Di Pietrantonio e Testa: L’esodo dei pescherecci della marineria pescarese è stato accolto con un botta e risposta al vetriolo cha ha visto protagonisti il capogruppo dell’opposizione al Comune di Pescara Moreno Di Pietrantonio e il presidente della Provincia e Commissario straordinario Guerino Testa. Di fronte all’abbandono del porto di Pescara il leader dell’opposizione ha attaccato aspramente le autorità locali, accusate di “inadeguatezza, incapacità e superficialità”. “Questo è l’ennesimo affronto e umiliazione subita dalla nostra città”, ha esordito Di Pietrantonio, “una delusione che ormai avvolge tutti, un intero settore della nostra economia cittadina legata al Porto è in ginocchio. Tutto questo si è verificato per il mancato dragaggio del Porto, causato da inadeguatezza, incapacità e superficialità di tutta la filiera di comando istituzionale con pesanti responsabilità nei confronti della città in questi ultimi anni”. “La nostra città”, ha proseguito il capogruppo del Pd, “è stanca di subire queste continue ferite economiche e di immagine, tutti coloro che hanno responsabilità di governo, ai vari livelli, hanno palesemente fallito. Chiediamo ancora di trovare soluzioni immediate altrimenti, chiediamo che si facciano da parte in modo tale da dare la possibilità a chi ha più voglia e più capacità di risolvere il problema”.
Aspra la replica di Testa, che ha accusato Di Pietrantonio di “parlare a vanvera”. “Dico a vanvera con cognizione di causa”, ha ammesso il commissario straordinario, “tra gli esponenti dell’opposizione, Di Pietrantonio è quello che conosce meno la problematica. E’ superficiale in tutti i suoi interventi solo ed esclusivamente per prendere la scena che altrimenti non avrebbe. Ogni sua dichiarazione è sempre e soltanto distruttiva ed è tesa solo a denigrare l’operato di chi amministra e cerca di fare tutto ciò che è nelle proprie possibilità per risolvere una problematica che affligge, non da oggi, la nostra città”.
Testa passa poi a elencare tutti i passaggi compiuti dalla sua nomina a commissario, i viaggi a Roma, al Ministero e alla Protezione civile, le mail e le telefonate “per superare i mille ostacoli incontrati in merito alla situazione di emergenza del fiume”. “Di Pietrantonio in tutti i suoi interventi”, conclude Testa, “continua a spostare l’attenzione sul piano politico: è avvilente che un partito importante come il Pd sia rappresentato da una persona che fa demagogia e disinformazione”.

 

Daniele Galli

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