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Chieti, sanità. Giannini: ‘Per il San Camillo servono certezze e un tavolo dove non si ignori il Comune’

Ultimo Aggiornamento: domenica, 3 Luglio 2022 @ 2:05

Chieti. “Che l’ex Ospedale San Camillo, ormai chiuso dal 2007, possa tornare a vivere è una buona notizia, ma perché sia credibile è indispensabile sedersi a un tavolo su cui siano certi interventi, fondi, progettazione e tempi, altrimenti non si tratta di notizia, un tavolo che fino ad oggi nessuno ha convocato. La nostra sanità non è in buono stato: Chieti non lo merita solo annunci a cui non seguono impegni seri”, così il consigliere comunale di Chi ama Chieti, Valerio Giannini.

“Risale a esattamente un anno fa il mio ordine del giorno dedicato proprio alla rinascita di quegli spazi, dimenticati dalla Asl e ignorati durante l’emergenza pandemica, visto che qua ndo era tempo di prendere decisioni l’ex San Camillo è stato scartato e che idee e finanziamenti per il covid hospital sono finiti altrove, come altrove stanno via via migrando servizi, reparti e prestazioni della nostra sanità – sottolinea il consigliere – Il San Camillo non può restare fermo ed è questo l’auspicio dell’intera Amministrazione che ha approvato l’ordine del giorno e, anche alla luce dei finanziamenti del PNRR anche sulla sanità ha più volte chiesto impegni su un’ipotesi di riqualificazione. L’edificio oggi è avvolto dal degrado e oltre a dare risposte al bisogno di servizi territoriali, potrebbe anche essere un autentico polmone verde della città, anziché una discarica a cielo aperto. Ma se c’erano davvero progetti concreti sul suo futuro, perché non venire a condividerli con la città in Consiglio? Perché affidarli alla pubblica opinione come annunci e non come passi concreti verso la realizzazione? Auspichiamo che da Regione e Asl, arrivino conferme e anche informazioni precise su fattibilità, tempi e modi. Il Comune farà la sua parte, ma per farla deve avere una sedia al tavolo delle decisioni, non è pensabile di ignorare un’Amministrazione che rappresenta i cittadini per ragioni politiche. Se la politica non c’entra, allora, siamo certi che non ci siano problemi ad essere coinvolti”.

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