I Celli Pieni, o tarallucci al vino, sono il gioiello della pasticceria casalinga del chietino e del teramano. Il nome “Celli” deriva dalla loro forma che ricorda vagamente quella di un piccolo uccellino.
La loro particolarità risiede nel contrasto tra la sfoglia esterna, realizzata con vino bianco e olio (rigorosamente senza uova e senza lievito), e un ripieno scuro, denso e aromatico a base di marmellata d’uva nera tipica abruzzese.

Non è un dolce per chi cerca sapori delicati: qui si parla di intensità. Il ripieno è un’esplosione di mosto cotto, noci, mandorle e cioccolato. Se non riuscite a trovare la “scrucchiata” originale, potete provare a sostituirla, ma il risultato non sarà mai lo stesso senza quella nota acidula tipica dell’uva Montepulciano.
L’emulsione perfetta per una sfoglia “bollosa” e il trucco per non far uscire il ripieno
Il segreto per una sfoglia che si sfoglia naturalmente in cottura, creando piccole bollicine in superficie, è scaldare leggermente il vino e l’olio insieme prima di aggiungerli alla farina. Questo “shoccherà” l’amido rendendo la pasta incredibilmente friabile. Per evitare che il ripieno fuoriesca durante la cottura, è fondamentale che la farcia sia molto densa; se vi sembra troppo liquida, aggiungete più biscotti sbriciolati o mandorle tritate.
Ingredienti
Per la sfoglia:
- 1 bicchiere di vino bianco secco
- 1 bicchiere di olio EVO
- 2 cucchiai di zucchero
- farina 00 quanto basta (circa 500 g)
Per il ripieno:
- 250 g di marmellata d’uva (scrucchiata)
- 100 g di mandorle tostate e tritate
- 50 g di noci tritate
- scorza di arancia
- 1 pizzico di cannella
- 50 g di cioccolato fondente tritato
- 2-3 biscotti secchi sbriciolati
Preparazione dei Tarallucci
- In una pentolina, scaldate leggermente l’olio con il vino e lo zucchero, senza portare a bollore. Versate il liquido in una ciotola e iniziate ad aggiungere la farina poco alla volta, impastando finché non otterrete una massa morbida ma compatta, che non si attacca alle mani. Lasciate riposare l’impasto coperto per 30 minuti.
- Nel frattempo, preparate il ripieno mescolando la marmellata d’uva con la frutta secca, il cioccolato, le spezie e i biscotti sbriciolati. Il composto deve risultare molto consistente.
- Stendete la pasta sottilmente (circa 1-2 mm). Ricavate dei dischi o dei quadrati di circa 8 cm. Posizionate un cucchiaino di ripieno al centro, ripiegate a mezzaluna e sigillate bene i bordi con i rebbi di una forchetta. Se volete dare la forma tipica del “cello”, unite le due estremità della mezzaluna formando un cerchio. Infornate a 180°C per circa 20 minuti.
- I tarallucci non devono scurirsi troppo, ma rimanere piuttosto chiari. Una volta sfornati, passateli ancora caldi nello zucchero semolato se preferite una finitura più dolce, oppure lasciateli naturali.




