La+Danza+Nera%3A+il+lungometraggio+di+Capece+sulle+piattaforme+streaming+dal+14+aprile
abruzzocityrumorsit
/cultura-e-spettacolo/la-danza-nera-il-lungometraggio-di-capece-sulle-piattaforme-streaming-dal-14-aprile.html/amp/

La Danza Nera: il lungometraggio di Capece sulle piattaforme streaming dal 14 aprile

“La Danza Nera”, lungometraggio del regista Mauro John Capece, prodotto da Claudio Bucci approda ufficialmente, nella versione “director’s cut”, sulle principali piattaforme streaming il 14 aprile.

 

L’opera sarà visibile on-demand su Sky Primafila, Amazon Prime Video, Chili, The Film Club, Rakuten, Google Play e Apple Tv.

 

Un mese ricco di soddisfazioni per il regista che debutterà in anteprima assoluta  il 21 aprile, anche, con il film “Reverse”, un film denso di colpi di scena e suspence.

 

“La Danza Nera”, fin da subito ha conquistato un grande successo di pubblico e critica: 38 i premi finora ottenuti presso 34 festival dove il film è stato presentato in concorso. Dal 14 aprile, anche, per gli spettatori sarà possibile godere di una storia adrenalinica e coinvolgente.

 

Il lungometraggio a tinte noir e dal sapore cosmopolita, distribuito da Minerva Pictures, è una coproduzione internazionale Italia-Canada, prodotto da Stemo Production, Evoque Art House e Odflix.

 

Ambientato tra l’Abruzzo (regione di provenienza di Capece), il Lazio, le Marche e la Puglia, l’opera racconta una storia fortemente avvincente, ricca di colpi di scena e salti temporali, con protagonisti un politico e una ballerina. Nel film ci sono anche delle sequenze girate durante la Focara di Novoli, il secondo evento salentino più importante dopo la notte della Taranta.

Il divario generazionale tra i due, un sindaco benvoluto dai suoi concittadini e una fanciulla delusa e controcorrente, dà vita a una narrazione violenta ed emozionale, in grado di rimarcare il genere political thriller in voga negli anni ’70, grazie alle opere di Petri, Germi e Pier Paolo Pasolini, registi a cui il film è dedicato.

“La Danza Nera è l’ultimo tassello della “trilogia della riflessione”, un ciclo di film che comprendeva anche La Scultura e SFashion. Qui faccio un viaggio, senza troppi fronzoli, nella mente di una donna della mia generazione e dentro la sua rabbia che è, anche, il grido di vendetta delle generazioni nate dopo i settanta, che hanno visto i loro diritti svanire lentamente a causa della corruzione imperante della classe politica. Ma fino a che punto è lecito ribellarsi in modo violento contro i soprusi?”. Mauro John Capece.

 

L’opera, per ammissione dello stesso regista, è l’atto di ribellione di una generazione “che non ha mai avuto una chance nella vita”.

Il lungometraggio racconta la frattura tra la politica, intesa come atto “spettacolare” e parla di una nuova generazione che vuole il cambiamento.

Corinna Coroneo, Franco Nero, Flavio Sciolè, Daphne Scoccia, Michela Bruni, Giorgia Trasselli, Ladislao Liverani e Gabriele Silvestrini riescono a dare vita, con le loro interpretazioni, a personaggi in grado di raccontare il perverso mondo de “La Danza Nera”.

La fotografia è curata da Alessandro La Fauci e dallo stesso regista.

NOTA DEL REGISTA

La politica è da anni al centro degli interessi degli italiani che stanno reagendo in modo divisivo alla pressione mediatica.

La politica sta diventando sempre più “Spettacolo” e sempre meno “Arte del Governare”. Il populismo e l’astensione hanno preso il posto dell’impegno sociale e dell’attivismo ma alla base dei discorsi politici ci sono sempre gli stessi concetti: l’eterna lotta tra i conservatori e i rivoluzionari.

LA DANZA NERA fra il vecchio e il nuovo è come la lotta fra due forze contrapposte: si lotta per ottenere la conservazione o il cambiamento e i nostri personaggi danno vita a una danza violenta.
Manola e il Sindaco parlano spesso di etica e di morale, dell’odio che la generazione dei trentenni e quarantenni italiani nutre nei confronti delle autorità e LA DANZA NERA utilizza questo aspetto  per creare un’opera cinematografica avvincente e piena di suspense che si affranca da una dimensione propriamente sociologica e culturale per diventare un thriller mozzafiato in cui la storia si compone  come un puzzle.