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Caos, due giorni di confronto tra gli artisti professionisti ortonesi

Ortona. C.A.O.S. la due giorni di confronto tra gli artisti professionisti ortonesi organizzata dall’impresa di produzione teatrale e cinematografica, Unaltroteatro, e svoltasi alla Sala Eden in corso Garibaldi a ORTONA sabato 13 e domenica 14 novembre ha gettato le basi di quello che potrebbe diventare un appuntamento stabile nel tempo.

Dal confronto si è percepita l’urgenza dell’artista di comunicare che è la stessa urgenza del pubblico di vivere l’arte nelle sue molteplici sfumature d’espressione. La prova è stata l’emergenza pandemica in cui abbiamo sperimentato cosa significhi fare a meno dell’arte. L’arte vista come disciplina, è una professione che riempie tutta la giornata e dura tutta una vita. Il pubblico potrebbe non avere questa percezione che è emersa, invece, prepotente ascoltando la nascita dei processi creativi degli artisti coinvolti. L’artista vive tra mille difficoltà, anche economiche, in bilico tra la necessità di fare arte, che nasce da dentro, e il dover far i conti con il dover vivere di quella professione. C’è chi ha un rapporto più sereno con la produzione chi invece ha un rapporto più complesso con la tela bianca che sta li a guardarlo con aria di sfida.

L’urgenza però resta. La prova è che chi ha iniziato da un po’ continua la strada dell’arte e chi è più giovane si mette in gioco formando nuove associazioni e creando nuove compagnie teatrali. E’ emerso il senso di appartenenza al territorio che deve però proiettarsi al di fuori per sopravvivere. La parola chiave delle due giornate è stata collaborazione che comporta una interdisciplinarietà nel nome di una contaminazione di genere che può fare solo bene all’arte stessa. Altro nodo l’importanza del locale: dal locale non solo si parte ma a volte si arriva da una metropoli per realizzare il sogno di ragazzo. E’ l’esempio stesso di Unaltroteatro che da Napoli, bloccati per la pandemia a Ortona, trasforma la crisi in una nuova opportunità di crescita professionale. Ed ecco che un paese, la provincia, può diventare fucina di idee, cantiere di produzioni. Un’iniziativa che ha lanciato una rete sulla città sperando che qualcuno ne rimanga impigliato, che potrebbe diventare un appuntamento stabile nel tempo e che potrebbe essere esso stesso creatore di eventi nel segno della contaminazione.