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Chieti, al via nuovo percorso di studio alla Facoltà di Lettere e Filosofia

Chieti. La Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara inaugura nell’imminente anno accademico un nuovo percorso di studio, che coniuga la formazione umanistica tradizionale alla didattica storico-filologica e tecnico-professionale dedicata al settore delle competenze nel campo dello spettacolo.

Si tratta dellindirizzo all’interno del corso di laurea in Lettere di Linguaggi della Musica, dello Spettacolo e dei Media. L’obiettivo è di fornire le basi per operare in vari campi di gestione, organizzazione e analisi legati allo spettacolo, partendo da una solida base di preparazione umanistica. Entreranno quindi in gioco figure in grado di esercitare con competenze specifiche un ampio ventaglio di professionalità che vanno dalla critica musicale, teatrale, cinematografica, televisiva e mediatica in genere, all’elaborazione dei testi, soggetti, sceneggiature e format televisivi, alla direzione artistica e produzione, all’organizzazione di eventi. L’indirizzo è supportato da un accordo con la sede RAI di Roma per la pianificazione di un nutrito programma di stages. Due animatori del nuovo indirizo di studi, Umberto Bultrighini, ordinario di Storia Greca (ma anche critico musicale, incaricato da quest’anno dell’insegnamento di Etnomusicologia e linguaggi della musica contemporanea) e direttore del Dipartimento di Studi Classici dall’Antico al Contemporaneo, e Gianni Daldello, prestigioso operatore nel campo della produzione musicale (legato a collaborazioni ormai storiche con artisti del calibro dei Camaleonti, Loredana Bertè, Nikka Costa, Toquinho, Massimo Ranieri ed altri) ci hanno comunicato alcune riflessioni sul percorso che verrà varato in quest’anno accademico.

Il prof. Bultrighini ha sottolineato la sostanziale novità dell’offerta formativa: “Va subito sgombrato il campo dall’equivoco di una proposta di Dams: non è un Dams. L’indirizzo non intende formare attori, cantanti o ballerini, ma giovani interessati a lavorare nel campo della comunicazione musicale, televisiva, cinematografica, teatrale e mediatica, forti di un bagaglio inedito di conoscenze storiche e filologiche dal taglio metodologico scientifico, e non giornalistico, casuale o improvvisato, come è purtroppo tradizione per questi settori di competenze in Italia. Il mio lavoro appena pubblicato Al di qua, al di la del beat, dedicato a meccanismi e dinamiche di un periodo centrale dell’evoluzione musicale e sociale delle fasce giovanili italiane, può essere assunto un paradigma del metodo che intendiamo comunicare agli studenti dell’indirizzo. In sostanza la scommessa è sull’acculturazione insieme storico-filologico e tecnico-professionale di personale idoneo ad operare, su basi inedite, in aziende pubbliche e private che si occupano dello spettacolo in tutte le sue forme. All’interno di questo progetto intendiamo sviluppare diversi settori di indagine che potranno vedere attivamente coinvolti, anche e soprattutto sul piano creativo, gli studenti dell’indirizzo. Un buon esempo è quello che svilupperà, per il momento in forma seminariale, Gianni Daldello, che contribuirà all’offerta formativa non solo come testimone della sua straordinaria competenza professionale nell’area della produzione discografica leggera, ma anche come iniziatore di un filone di ricerca che si preannuncia foriero di grandi sviluppi, quello del fenomeno migratorio e dei risultati conseguiti, in particolare nel campo dello spettacolo, da generazioni di emigranti”.

Gianni Daldello, ha recentemente pubblicato un saggio dedicato a quest’ultima tematica, The American Dream. Il presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio, lo ha ringraziato per avergli inviato il volume che tratta un argomento da lui giudicato “cruciale dal punto di vista storico, culturale, economico e sociale per la nostra provincia”.

Da quest’anno lo stesso Daldello inizierà un ciclo di seminari dedicato all’allargamento dell’indagine, in cui gli studenti potranno essere attivamente coinvolti: “La tematica dell’emigrazione dei cervelli dello spettacolo ritengo sia materia di ricerca storica e antropologica di estremo interesse per sua natura aperta a un progressivo allargamento e approfondimento: ma insieme mi pare si possa parlare anche di un percorso didattico dalle forti applicazioni educative, nel senso dello stimolo alle nuove generazioni di rifiuto di atteggiamenti passivi o rinunciatari di fronte alla crisi e all’assunzione, invece, di un atteggiamento di grande impegno, perchè sono proprio le grandi difficoltà a spianare la strada ai grandi successi nella vita. Il sogno americano, l’emigrazione degli italiani in USA, come la corsa all’oro e la conquista del west, rappresenta l’eterna sfida dell’uomo all’ignoto, alla ricerca di un futuro migliore. La musica è la colonna sonora di questa avventura umana, ma anche il territorio di sorprendenti risultati raggiunti dai discencendenti di quegli emigranti. Basti pensare alle storie straordinarie di Perry Como, Dean Martin, Madonna (tutti abruzzesi) o di Bruce Springstin, ma anche a quelle, ancora in larghissima parte da indagare, di personaggi meno celebri che hanno svolto un ruolo significativo nella musica e nello spettacolo in genere d’oltreoceano”.

Il nuovo indirizzo sarà presentato ufficialmente con una serie di eventi, a iniziare dalla presentazione del libro di testo Al di qua, al di la del beat, scritto da Umberto Bultrighini, Claudio Scarpa e Gene Guglielmi, il 26 ottobre all’Auditorium del Rettorato dell’Università di Chieti, con la partecipazione di Dario Salvatori, Sergio Magri dei Delfini, Gianni Daldello e la storica beat-band I Tubi Lungimiranti. Seguiranno nelle settimane successive altri incontri di grande interesse, a partire dall’intervento di Tony Renis per presentare The American Dream di Gianni Daldello.

Francesco Rapino