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Pescara, consegnati Delfini e Ciattè. Premiati anche ex sindaco Pace e Zupo

Pescara. “Hanno contribuito a costruire l’immagine di una città, Pescara, quale modello di sviluppo moderno, frutto della capacità innovativa della classe imprenditoriale”.

È quanto sottolineato dal sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia, salutando la platea per la cerimonia che come da tradizione si è svolta nel giorno della festa del Santo Patrono San Cetteo e durante la quale sono stati consegnati simboli identitari alle personalità che con la loro attività e il loro impegno hanno dato lustro e visibilità al territorio pescarese. “Oggi la celebrazione della solennità del Santo Patrono ha un significato particolare” ha continuato Mascia, “perché il nostro primo anno di governo cittadino ci ha visti fortemente impegnati in un lavoro di recupero e di valorizzazione delle tradizioni storiche e culturali pescaresi, un percorso che ha visto il proprio culmine nel riconoscimento di Pescara come ‘Città Dannunziana’, portando sul territorio una serie di rilevanti eventi collegati alla figura e all’opera del nostro più illustre concittadino”.

Consegnati tre Ciatté d’Oro e tre Delfini d’Oro, originali creazioni di Italo Lupo. Il primo è stato assegnato all’artista Carmela Remigio con la seguente motivazione: “Vincitrice del concorso ‘Luciano Pavarotti International Voice Competition’ di Philadelphia, soprano lirico di grandi capacità interpretative e tecniche, è divenuta una delle maggiori cantanti del repertorio mozartiano. La grande estensione e i profondi chiaroscuri della sua voce le hanno consentito, con la guida dei più grandi direttori d’orchestra, di spaziare dalla musica barocca alle preziose interpretazioni del romanticismo italiano e francese, dando così lustro, attraverso la notorietà internazionale ormai acquisita, alla sua terra di origine e alla sua Pescara”.

Ciatté d’Oro anche all’ingegner Carlo Pace: “Sindaco di Pescara per nove anni, ha affrontato con determinazione, ragionevolezza ed intelligente preveggenza i problemi che si ponevano all’attenzione del suo Ufficio, nella visione esclusiva del bene della città e di ogni singolo suo cittadino. Ha interpretato in modo encomiabile i compiti del suo mandato, con appassionata dedizione per la sua Pescara, supportata da una grande capacità e vissuta attraverso una peculiare sensibilità e umanità unanimemente riconosciute”.

Terzo Ciatté d’Oro all’artista Giò di Tonno con la seguente motivazione: “La straordinaria capacità interpretativa che infonde in una splendida voce fanno vivere di magnifica passione i personaggi che, attraverso la sua arte, regalano emozioni indimenticabili a tutti coloro i quali, in Italia e in Europa, ascoltano le sue esecuzioni. Le grandi opere classiche del repertorio moderno hanno vissuto e vivono, anche grazie alla sua capacità e sensibilità, una nuova e splendida stagione di popolarità e successi, portando con sé il nome di Pescara e dell’Abruzzo”.

Delfino d’Oro, invece, all’ex prefetto Paolo Orrei con la seguente motivazione: “Insediato nell’autorevole ruolo di prefetto della Provincia di Pescara, ha svolto il difficile compito di mediatore tra le irrinunciabili necessità di legalità dello Stato e le esigenze vive e quotidiane della società, con grande sensibilità e umanità, non disdegnando apprezzatissime incursioni di amabile sagacia. La stima e la riconoscenza della città di Pescara per i numerosi interventi risolutori attuati, ma anche la simpatia per la generosa disponibilità sempre dimostrata, lo accompagnano nella assunzione dell’incarico ancor più prestigioso, cui è stato destinato”.

Secondo Delfino d’Oro al dottor Nicola Zupo, dirigente della Squadra Mobile della Questura di Pescara (non presente alla cerimonia) con la seguente motivazione: “Forgiato dalla severa disciplina di una brillante carriera nella Polizia di Stato, coniugando il rigore della metodologia investigativa con l’arguzia di una mente intuitiva, ha saputo legare indissolubilmente la sua presenza in terra d’Abruzzo alle indagini più importanti e significative. In virtù di tali doti e di grandi capacità relazionali e di comunicazione, è assurto ai ruoli più impegnativi, divenendo un preziosissimo elemento, irrinunciabile, per la Magistratura pescarese e abruzzese”.

Infine, ultimo Delfino d’Oro al dottor Filippo Antonio De Cecco con la seguente motivazione: “Erede di una secolare capacità industriale, nel rigoroso rispetto delle regole della tradizione familiare e di una oculata responsabilità imprenditoriale, ha saputo guidare e accompagnare la crescita e la evoluzione di un’azienda leader, che ha avuto, per lunghi anni, il suo punto di riferimento industriale e umano nella città di Pescara. La capacità produttiva acquisita, coniugata con il massimo rispetto della consuetudine nella qualità, consente all’Industria ‘De Cecco’ di rimanere incontrastata al primo posto tra gli ambasciatori della tradizione di Pescara e dell’Abruzzo nel mondo”.