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L’abruzzese Davide Cavuti in tour con Giorgio Albertazzi in Miti ed Eroi

Chieti. Ripartirà da Latina il tour del Maestro Giorgio Albertazzi con lo spettacolo “Miti ed Eroi” con le musiche originali del maestro Davide Cavuti in programma giovedì 8 gennaio alle ore 21 presso il teatro D’Annunzio.
Lo spettacolo è prodotto dal Teatro Ghione di Roma. Il Maestro del Teatro italiano rievocherà quanto di affascinante c’è stato nella Sua vita e nella storia di grandi miti quali Ulisse, D’Annunzio,Enea, l’Imperatore Adriano . Al Suo fianco Davide Cavuti, compositore per il cinema e il teatro (collaborando con Michele Placido, Pasquale Squitieri, Edoardo Siravo, Ugo Pagliai, Paola Gassman) e direttore del Cresnac -Centro Ricerche e Studi Nazionale Alessandro Cicognini.

Dalle note di regia: “Il viaggio inizia dalla Grecia, la culla di tutti i grandi miti con Dedalo che nell’isola di Creta costruisce il Labirinto per il Minotauro e soprattutto con Icaro che, come raccontano i versi di Gabriele D’Annunzio, spicca il volo per sentirsi libero nel cielo fino a sfidare il Sole che scioglie le sue ali, facendolo precipitare in quel tratto di mare che da quel momento prese il nome di Icario. Arrivano poi i grandi eroi omerici con il Pelide Achille e lo straordinario Ulisse, l’astuto e lungimirante scopritore di uomini, che seppe resistere alle seduzioni della bellissima maga Circe per poi intraprendere il “folle volo”, il mistico e allegorico viaggio oltre le colonne d’Ercole che Dante canta nel XXVI canto dell’Inferno. È poi la volta di Enea che, supersite dalla distrutta Troia, solca il mare verso il destino per lui segnato dagli Dei. Ma prima di giungere nel Lazio, egli approda nella fatale città di Cartagine, dove regna la bellissima Didone ed è subito passione violenta e irrefrenabile che travolge e lega i due, fino a quando Mercurio, inviato dagli dei, ricorda all’eroe troiano la missione che deve compiere e che non può eludere: mentre le navi si allontanano all’orizzonte la bella e disperata Didone si toglie quella vita che senza Enea gli appare ormai insopportabile. È il grande mito dell’amore che non ha limitazioni di tempo e di spazio, che rivive nei versi dedicati a Beatrice da Dante, poeta del Dolce Stil Novo, che ritorna nei versi sublimi di Shakespeare e di Lorenzo il Magnifico, il quale riesce a fondere il duplice mito d’amore e giovinezza; l’amore che risuona nella poesia di Emily Dickinson e Jacques Prévert. A questo punto Albertazzi mescola alla grande stagione del mito i propri miti personali: la leggendaria nonna Leonilde dalla bianca pelle liscia malgrado sia ultranovantenne; la bella Cinita, la sua professoressa di latino e greco, che l’ha fatta sognare e soffrire per un impossibile amore. Il viaggio si conclude con una grande prova d’attore, un lungo brano tratto dalle Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar: il grande imperatore, che l’attore ha impersonato oltre mille volte”.