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Teramo, stop utero in affitto: la consigliera di parità Brandiferri invita a firmare la petizione

Teramo. “In Italia ricorrere alla pratica dell’utero in affitto viene punito dalla legge come reato. Manca, però, un’adeguata attuazione della norma giuridica in merito alla possibilità di effettuare la pratica all’estero, dove è consentita senza poi essere punita in Italia”.

Su questo argomento interviene, dopo diverse sollecitazioni, la consigliera di parità della Provincia di Teramo Monica Brandiferri.

“Ritengo fondamentale l’approvazione di una legge per rendere perseguibile questa pratica anche se usufruita all’estero, in modo tale che venga sancito il principio secondo cui la surrogazione di maternità è abominevole e si basa sullo sfruttamento del corpo femminile e delle condizioni di povertà. Lo scopo è anche quello di porre fine al turismo diretto verso quei Paesi europei o extraeuropei dove la maternità surrogata è consentita dalla legge e dove il corpo femminile non è altro che una immorale fonte di commercio ed il bimbo una inaccettabile merce di scambio: in alcuni Paesi, infatti, la maternità surrogata può essere effettuata addirittura attraverso il pagamento di un compenso stabilito dalle parti tramite contratto”.

E ancora: “Va detto che esiste una proposta di legge presentata nel 2018 dal partito di Fratelli d’Italia, che si propone l’obiettivo di rendere punibile in Italia il reato dell’utero in affitto, anche quando questo viene commesso all’estero. A tal uopo – conclude Monica Brandiferri – la senatrice Isabella Rauti, presidente nazionale del Dipartimento Pari opportunità, Famiglia e Valori non negoziabili di Fratelli d’Italia, ha lanciato una raccolta firme con cui si chiede al Parlamento di approvare in tempi brevi la proposta di legge presentata dal suo partito per modificare la legge 40 sulla fecondazione assistita e per rendere, quindi, l’utero in affitto reato universale. I tempi sono maturi per arrivare ad una svolta in una materia che impatta in maniera penetrante sulle famiglie italiane e che riguarda una pratica contenente tante implicazioni di carattere etico, che devono necessariamente essere prese in considerazione”.

Il link dove ci si può collegare per firmare la petizione: https://www.fratelli-italia.it/stoputeroinaffitto/