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Cronaca Teramo

Teramo, riqualificazione area nel quartiere di Ponte a Catena: “Spostiamo i laboratori di ricerca”

Il Comitato di Quartiere di Ponte a Catena a Teramo interviene nell’ambito della riqualificazione dell’area dell’ex mercato ortofrutticolo.

“Dopo ampia discussione svoltasi nell’arco di oltre due mesi sia all’interno dell’Associazione che in incontri con il Sindaco ed il Presidente dell’Istituto Zooprofilattico – sottolinea la presidente del Comitato, Ildaura Nigro – si ritiene che la riqualificazione dell’area deve essere inglobata in un discorso più ampio di urbanistica partecipata, fondata sulla collaborazione di professionisti, istituzioni e residenti nella pianificazione territoriale al fine di migliorare l’assesto urbanistico dell’intera zona per realizzare un insediamento a misura d’uomo che risponda alle reali e concrete esigenze degli abitanti del quartiere”.

E ancora: “I residenti apprezzano la scelta dell’amministrazione comunale, che invece di far discendere le decisioni di pianificazione dall’alto, sta condividendo le scelte urbanistiche fin dal processo di formazione degli atti di pianificazione, con una comunità allargata. Tuttavia nell’ottica di una collaborazione costruttiva e non negando l’importanza ed il valore dell’Istituto Zooprofilattico, nella riunione dell’Assemblea dei residenti (organo supremo dell’Associazione) svoltasi due giorni fa con la partecipazione anche del Sindaco, degli Assessori Falini, Di Padova, Ponziani e Di Bonaventura, della Presidente della Commissione Consiliare preposta Cons. Di Timoteo, nonchè del Direttore dell’Istituto Zooprofilattico, Dott. Nicola D’Alterio, sono state avanzate alcune proposte concrete da inserire in un apposito accordo di programma da sottoscrivere tra tutti gli attori interessati al processo di miglioramento”.

Tra le varie proposte è stato chiesto anche lo spostamento nel breve/medio periodo (con data certa e definitiva) in sedi più idonee di tutti i laboratori di ricerca e/o in alternativa l’eliminazione di tutte le criticità, più volte verbalmente manifestate, che non consentono una buona qualità della vita agli abitanti”.