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Cronaca Teramo

Teramo, poche aule all’Alessandrini-Marino: la replica del consigliere Frangioni

Teramo. “Dopo le affermazioni del consigliere comunale di Teramo nonché, come apprendiamo dalla firma, membro dell’esecutivo nazionale del Pd, cui ha fatto seguito il comunicato dei consiglieri provinciali de “La casa dei comuni”, vi è la necessità di precisare alcune cose, solo per amor di chiarezza”, così il consigliere provinciale delegato all’edilizia scolastica, Luca Frangioni.

“Affermare che la Provincia consideri i ragazzi dell’Alessandrini-Marino studenti di serie B significa dire una cosa molto grave: ovvero che gli amministratori, i tecnici e i dipendenti dell’ente stanno compiendo un’azione discriminatoria. E ciò è grave a prescindere dalle vicende contingenti perché siamo persone con saldi valori di etica pubblica e personale.

Qualche puntualizzazione. La prima comunicazione di richiesta di aule per l’IIS sono avvenute tramite PEC in data 29 luglio 2019. Nelle comunicazioni precedenti datate – a fine giugno e il 12 luglio- si chiedeva un incontro senza citare l’IIS ma chiedendo nuove aule per il Milli. Richiesta che il settore edilizia scolastica ha provveduto a risolvere nel più breve tempo possibile trovando una soluzione interna, spostando l’archivio e ricavando in questo spazio le nuove classi.

Successivamente abbiamo proposto una soluzione “interna” anche per le aule dell’ IIS Alessandrini: bisogna sempre precisare che si tratta di una soluzione tampone a breve termine visto che a dicembre parte dello Scientifico viene spostato al Comi e gli studenti del tecnico possono agevolmente trasferirsi nella struttura di fronte. I tecnici hanno proposto alla dirigente scolastica tre soluzioni ricavando spazi temporanei in aula professori, nel laboratorio di inglese o nella biblioteca: tutte respinte. Abbiamo messo a disposizione uomini, mezzi e risorse per migliorare l’attuale collocazione ma la risposta da parte della scuola, anche in questo caso, è stata negativa così come non è stata accettata l’ipotesi di ristrutturare la parte agibile dell’IPSIA, spendendo 30 mila euro per ricavare tre aule da utilizzare sempre e solo per tre mesi naturalmente. Prima di essere certi dello spostamento dello Scientifico al Comi dovevamo, come vuole la buona educazione e il rispetto per le istituzioni scolastiche, valutare questa ipotesi anche con la dirigente scolastica del liceo scientifico di Teramo. Il tutto è stato fatto in un lasso di tempo molto breve.

E ancora: “Nonostante questa evidente intenzione dell’amministrazione a risolvere definitivamente una questione che perdura da due anni, dopo il primo sopralluogo con i tecnici, abbiamo deciso anche di sostituire le finestre di quelle che vengono definite “aule bunker”: adesso si possono aprire, in questi anni erano solo punti luce. Le risposte da parte dell’Amministrazione e dei tecnici sono state sempre celeri proprio riconoscendo nel benessere degli studenti un valore da tutelare.

Che dire? Vorrei invitare il professor Flavio Bartolini, esponente della direzione nazionale del Partito Democratico, a evitare di strumentalizzare il suo ruolo di educatore per fare politica sulle pelle dei ragazzi perché lui sa benissimo che questa situazione non si è venuta a creare oggi ma è ben antecedente alla nostra Amministrazione. L’abbiamo ereditata. Le condizioni post sisma e i fatti suggerirebbero uno spirito di sostegno, collaborazione e soprattutto un profilo meno politico e più istituzionale, proprio per la delicatezza dell’argomento”.