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Teramo, l’allarme dell’USB: “La proprietà Hatria ci fa paura”

L’Unione Sindacale di Base lancia l’allarme sulla situazione all’interno dell’azienda Hatria di Teramo, storica ditta che si occupa della produzione di sanitari.

Secondo Luigi Iasci e Armando Nevoso, infatti, la nuova proprietà, il fondo d’investimenti americano Cobe Capital, avrebbe eretto una sorta di muro nei confronti di tutte le sigle sindacali, negando incontri e confronti sullo stato attuale dell’azienda. “Ci riferiscono la produzione vada bene – hanno detto – ma non ne abbiamo la certezza non avendo potuto visionare un solo documento”.

L’USB è entrata in Hatria lo scorso settembre, per via di una rottura nel rapporto di fiducia tra la RSU presente e gli operai. “Dialoghiamo con tutte le sigle sindacali, ma non ci limiteremo all’azione di volantinaggio che abbiamo portato a termine al di fuori dell’azienda di recente – hanno proseguito – Ci sono problematiche legate alla sicurezza e vorremmo sapere quali sono i programmi futuri della nuova proprietà. Inoltre, se la produzione va ora così bene come si lascia intendere, è giusto che qualcosa venga dato anche ai lavoratori che quella produzione la creano. Invece non hanno neanche i buoni pasto”.

Per questo l’Unione Sindacale di Base non esclude azioni legali se non verranno riconosciute le istanze dei lavoratori. “Non conosciamo le commesse, la loro qualità, è un’azienda fantasma anche per chi ci lavora. Manca la comunicazione ed è un’azienda che in questo modo ci fa paura. Questi sono elementi che dovrebbero fungere da stimolo per un intervento chi, in questo momento, si sta candidando alla Regione e dovrebbe conoscere i problemi dei vari territori. La politica deve intervenire per facilitare il dialogo tra le parti”.

Prossimamente non è escluso un sit in di protesta. L’Hatria ha attraversato di recente momenti difficili, con il licenziamento di 55 operai nel mese di novembre 2017, salvo poi riassumere con contratti precari 22 operai.