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Cronaca Teramo

Teramo, la replica di Pancotti alla Asl: “Elezioni in stile carbonaro, verbali in Procura”

Il dottor Amedeo Pancotti, primario uscente del reparto di Oncologia dell’ospedale Mazzini di Teramo, replica così alla nota inviata ieri dalla Asl di Teramo in merito alle nomine dei capi dipartimento e alle precedenti esternazioni del primario.

“Le dichiarazioni del Dott. di Giosia sono perlomeno ilari, se riferite ad una persona competente ed esperta – dice Pancotti . Le elezioni si sono svolte in un clima tutt’altro che sereno, in un contesto un po’ carbonaro, in cui i 6/9 dei votanti lavorano tutti nello stesso reparto. Ci sono esempi clamorosi nel mondo, dalla Turchia alla Unione Sovietica in cui si svolgono regolari e democratiche elezioni, con la sola variante che i contendenti vengono in genere ‘fatti fuori’ prima del voto. Quanto alla mobilità passiva, enorme tallone di Achille già prima della mia nomina a primario 13 anni fa, il Di Giosia dovrebbe sapere che è riferibile in grandissima percentuale alle strutture periferiche, in particolare alla Val Vibrata, perché i pazienti dei paesi confinanti con le Marche hanno molta più facilità di accesso a San Benedetto del Tronto, dove un regolare servizio di autobus li collega giornalmente”.

E ancora: “Ma il dott Di Giosia dimentica, sperando in un moto di buona fede, due o tre particolari, ovvero che quando io ero il responsabile del DH Oncologico di Sant’Omero, proprio quel DH aveva numeri di prestazioni pari se non superiori alla somma dei DH di Teramo e Giulianova, con una mobilità attiva dalle Marche che in alcuni periodi era del 38% (dati aziendali). Il Di Giosia dimentica inoltre che mi fu impedito di continuare il mio lavoro, annettendo quel DH alla unità semplice dipartimentale di Giulianova, con un immediato decremento dei numeri e della mobilità attiva (vedi sempre i dati aziendali) . La crescita del 400% della attività teramana con il mio arrivo, dovrebbe al contrario di quanto affermato, testimoniare una netta inversione di tendenza, a cui non ha mai fatto da supporto la direzione generale. Per citare alcuni esempi, la creazione di un centro di ipertermia è stata esclusivamente pubblicizzata da me sui social, così come l’acquisto delle macchine che non fanno cadere i capelli (prima Asl di Abruzzo ad averle) è stato anch’esso esclusivamente annunciato sulla mia pagina FB”.

“Avrei ancora tantissimo da raccontare – conclude – anche se una parte degli episodi sono da un po’ depositati nei verbali consegnati alla Procura della Repubblica. Poi se vogliamo riferirci alle favole del lupo e dell’agnello, allora hanno ragione i lupi, con buona pace di tutti”.

IL PARERE DEL DEPUTATO CORNELI “Sul caso del primario di oncologia del Mazzini di Teramo che ha annunciato che lascerà il suo incarico a causa dell’invadenza della politica non voglio, né posso, entrare nelle dinamiche denunciate dallo stesso. Voglio però ribadire che la lotta contro la politicizzazione della sanità è una delle nostre storiche battaglie. Il MoVimento 5 Stelle ha da sempre combattuto questo mal costume, che mette a rischio la salute dei cittadini, diritto costituzionalmente garantito, e contribuisce a svilire il merito. Se la sanità è uno dei settori più indebitati lo si deve anche al metodo di reclutamento che ha contraddistinto le figure dirigenziali, rispondente a logiche che con la competenza e la professionalità hanno poco a che vedere. È prioritario superare definitivamente il criterio della fiduciarietà negli incarichi dei direttori generali, prevedendo criteri di valutazione e di nomina scevri da arcaici rapporti clientelari. L’ex Ministro della Salute Giulia Grillo aveva iniziato una grande battaglia in tal senso, purtroppo interrotta dalla caduta del vecchio governo, ma proposte di legge in merito sono ancora in cantiere. Ad esempio si potrebbe prescrivere che la selezione dei direttori generali sia svolta da apposite commissioni indipendenti i cui membri, iscritti a un albo nazionale, vengano individuati per sorteggio da un elenco nazionale di commissari aggiornato periodicamente. Il problema principale resta il ruolo delle Regioni, ciò che è avvenuto in Umbria è emblematico, e con il nostro “patto civico” abbiamo – non solo – costretto il Pd a ripulire le liste da tutti coloro che erano coinvolti nello scandalo, ma anche obbligato il Partito democratico a rinunciare ad ogni ruolo in una eventuale futura giunta, che dovrà essere assolutamente indipendente. Non a caso in Umbria il centro-destra, con noti personaggi alle spalle, non vede l’ora di mettere le mani sulla sanità. Al di là di tutto, come rappresentante del territorio abruzzese e teramano, non posso che esprimere il mio profondo dispiacere per la perdita di un’eccellenza come il Dott. Pancotti”.