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Teramo, FLC CGIL: ‘la riduzione dell’orario scolastico non è una soluzione per migliorare l’offerta formativa’

Teramo. “Quale scuola troveranno gli oltre 6500 alunni dell’infanzia della provincia di Teramo?”

Lo ha dichiarato FLC CGIL Teramo, spiegando che “il 31 luglio 2020 è stato approvato dalla Conferenza unificata il ‘Documento di indirizzo e orientamento per la ripresa delle attività in presenza dei servizi educativi e delle scuole dell’infanzia’, in vista della ripartenza rimanda alle competenze di pertinenza delle regioni per i servizi educativi e dello Stato per le scuole dell’infanzia relativamente alla definizione degli standard strutturali, qualitativi, quantitativi dell’offerta formativa rivolta ai due segmenti. Ciò significa che le scuole dell’infanzia possono ripartire senza affrontare le criticità strutturali preesistenti. Invece occorrono risorse addizionali per la pulizia assidua delle superfici, criteri di riduzione del numero di alunni per sezione, particolari accorgimenti organizzativi, organici dei docenti superiori a quelli esistenti. Nel documento, al contrario, si confermano i parametri previsti dalla normativa vigente pre-covid per quanto riguarda gli spazi e non si fa alcun cenno alla ridefinizione del rapporto numerico tra educatori/insegnanti e bambini. Non è un buon inizio”.

“Occorre, invece, un provvedimento d’urgenza, con le coperture adeguate, senza il quale verranno meno le condizioni per una riapertura all’insegna della sicurezza, della qualità, del benessere delle bambine e dei bambini. Del resto il Ministero dell’Istruzione, nel predisporre le ‘Linee guida per la Didattica digitale integrata’, richiama una serie di indicazioni a costo zero. Si prospetta una didattica mista, in presenza e a distanza, che diventerà totalmente a distanza in caso di aggravamento della situazione epidemiologica. Dopo mesi in cui si è dichiarata la povertà della didattica a distanza, la necessità del rapporto educativo in presenza, dopo settimane di promesse sul rientro in classe, ma senza garantire il necessario numero di docenti e di personale ATA, finalmente il Ministero tradisce le sue reali intenzioni: proseguire la didattica d’emergenza sulle spalle degli studenti, soprattutto di quelli con maggiori difficoltà. Ad oggi non sono state garantite assunzioni tempestive di docenti, non si è assegnato personale ATA aggiuntivo alle scuole che dovranno affrontare un anno assolutamente straordinario, non si sono reperiti né ristrutturati locali adeguati ad accogliere gli studenti e tutto ciò è avvenuto perché era pronta la soluzione facile e al ribasso: imporre alle scuole il Piano della Didattica Digitale Integrata”.

Il sindacato ribadisce che “la didattica a distanza discrimina gli studenti e impoverisce l’offerta formativa; non è la soluzione adeguata, non può essere proposta addirittura come una innovazione. C’è bisogno di forti e immediati investimenti per affrontare la riapertura”.

“Settembre è alle porte, il tempo delle scelte non è rinviabile. Chiediamo ai decisori politici di attivarsi rapidamente. Gli oltre 39.000 alunni delle scuole della provincia hanno diritto ad una scuola pubblica di qualità”, conclude FL CGIL Teramo.