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Teramo, discarica La Torre: approvato il progetto di chiusura definitiva

Giornata importante per la città di Teramo: questa mattina è stato approvato il progetto di chiusura definitiva della discarica La Torre.

E’ l’esito della specifica conferenza dei Servizi, cui hanno partecipato la Regione Abruzzo, la provincia di Teramo, l’ARTA di Teramo e l’ufficio Ambiente del Comune di Teramo,. L’elaborato prevede la chiusura della discarica mediante realizzazione di un pacchetto cosiddetto “equivalente”, che permetterà finalmente di portare a conclusione l’annosa vicenda che aveva anche portato al crollo della discarica stessa, nel febbraio del 2006. L’approvazione da parte della Conferenza dei servizi del progetto, è determinante per poter avviare l’iter amministrativo di redazione della progettazione esecutiva e del successivo affidamento dei lavori.

Il Sindaco Gianguido D’Alberto, nominato dalla Regione Abruzzo Commissario ad acta per la discarica La Torre, annuncia con soddisfazione la notizia: “Quest’Amministrazione è riuscita ad ottenere il finanziamento di € 2.600.000,00 del programma Masterplan- Patti per il Sud, che permetterà di realizzare il pacchetto di chiusura, la regimentazione delle acque meteoriche di allontanamento dal corpo discarica, il potenziamento del sistema di raccolta del percolato e la sistemazione dell’impianto di captazione del biogas mediante realizzazione di nuovi pozzi. Ringrazio l’assessore Valdo Di Bonaventura che è stato particolarmente impegnato per raggiungere il risultato. E ringrazio anche tutti gli enti che hanno fattivamente partecipato alla Conferenza dei Servizi, fornendo ciascuno un contributo determinante. Non posso dimenticare di esprimere un plauso agli uffici comunali e in particolare all’Ing. Alessandra Cafà, per il loro competente impegno. E’ un giorno straordinario per la nostra città, nel quale si vede la concretizzazione del procedimento atteso da anni, una questione che portava con sé pesanti risvolti ambientali, economici e sociali”.

Il progetto riuscirà ad abbattere i costi di smaltimento del percolato e a garantire finalmente il ripristino e la tutela ambientale dell’area le cui matrici ambientali acqua, suolo e aria saranno comunque monitorate per ulteriori 30 anni (periodo cosidetto post-mortem ).