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Cronaca Teramo

Teramo, apertura a matrimoni ed unioni civili anche presso edifici privati

Su indirizzo dell’assessore Sara Falini, la Giunta Municipale di Teramo ha approvato una delibera con la quale si dà avvio alla possibilità di celebrare matrimoni e unioni civili presso strutture ricettive o presso edifici privati di particolare pregio storico, architettonico, ambientale o artistico.

Lo scopo è di individuare siti di rilevanza storica, culturale, artistica ed ambientale, presenti nel territorio comunale in cui celebrare matrimoni di rito civile al di fuori del Municipio, anche al fine di valorizzare gli aspetti storici–architettonici, di paesaggio, di tradizione religiosa e culturale dei luoghi.

Con la medesima delibera è stato approvato il disciplinare per la definizione dei requisiti dei siti e degli immobili e ora verrà attivata la procedura per il riconoscimento degli spazi presso strutture private che ne facciano richiesta alle seguenti condizioni: il richiedente deve consentire la disponibilità giuridica in comodato gratuito, di un locale idoneo alla celebrazione del matrimonio davanti all’Ufficiale di Stato Civile di questo Comune; il locale verrà concesso in comodato gratuito al Comune di Teramo per anni tre  rinnovabili previo accordo tra le parti; il comodante dovrà impegnarsi a promuovere turisticamente il Comune di Teramo mediante alcune azioni quali la distribuzione di locandine inerenti eventi istituzionali sul territorio.

La concessione in uso dei locali dovrà essere gratuita e tenere indenne l’Amministrazione da qualsiasi spesa ed onere nonché da qualsiasi responsabilità per danni a cose e persone e non comporta per il proprietario l’acquisizione di alcun diritto, né sotto il profilo di corrispettivo né sotto il profilo di eventuali servizi collegati.

L’assessore Sara Falini illustra le ragioni del provvedimento: “Abbiamo voluto dare una duplice risposta, sia ai futuri sposi sia ai titolari di esercizi. Da entrambe le parti, pervengono crescenti richieste per l’utilizzo di sedi diverse da quella comunale – nel secondo caso con la messa a disposizione delle proprie strutture –  e siamo stati indotti a recepire le istanze anche in conseguenza del fatto che i luoghi pubblici disponibili a causa del sisma, sono fortemente diminuiti. Riteniamo si tratti di un passo in avanti per la  cultura civica e di una innovazione che consente di inserirci nel solco dell’evoluzione dei costumi e della società; rilevante, poi, è il fatto che grazie a tale introduzione sarà possibile conoscere strutture ricettive e soprattutto case, palazzi, siti privati di particolare pregio, non di rado sconosciute ai più”.