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Cronaca Teramo

Martinsicuro, il tribunale annulla ingiunzione per la mancata demolizione dell’immobile di via Risorgimento

Martinsicuro. Annullata l’ordinanza ingiunzione di pagamento, da 30mila euro, nei confronti della famiglia Flajiani, proprietaria di un’area dove, negli anni ’80 fu realizzato (da altri) un immobile abusivo, ora in parte demolito.

 

Nei giorni scorsi il tribunale di Teramo ha accolto l’opposizione presentata dall’avvocato Stefani Flajani, contro l’ordinanza emessa nel gennaio di un anno fa dall’ufficio urbanistica di Martinsicuro. La storia è nota, e lo scorso anno è tornata d’attualità e riguarda lo spazio compreso tra via Risorgimento e l’area a ridosso del Vibrata a Villa Rosa. Uno spazio nel quale, in passato, un provato realizzò una costruzione di natura abusiva, occupando in sostanza un’area privata (proprietà Flajani), del Comune e della fascia di rispetto a ridosso del corso fluviale. Il tribunale ha riconosciuto le ragioni della parte convenuta, annullando nella sostanza l’ordinanza-ingiunzione da 30mila euro che il Comune aveva richiesto alla famiglia Flajani, per non aver abbattuto l’immobile abusivo. Che in realtà doveva essere di competenza di altri (in extra-ratio dalla stessa municipalità), in virtù di una specifica richiesta della magistratura datata 2001. La vicenda era venuta a galla in campagna elettorale per le regionali, quando lo stesso Stefano Flajani era candidato alla presidenza nelle fila di CasaPound.

“Ciò che è emerso, inoltre, è che la stessa Procura della Repubblica, sin dal 2001, richiedeva al Comune di Martinsicuro la demolizione del fabbricato abusivo e, letteralmente “Codesto ufficio comunicherà a questa Procura il responsabile del procedimento affinché possano essere valutati eventuali responsabilità in caso di persistente mancata esecuzione della demolizione”, sottolinea Flajani. ” Situazione riproposta anche nel 2016, quando si chiedeva una relazione dettagliata sulla mancata demolizione dell’immobile abusivo. Poi è storia recente. La stessa famiglia proprietaria dell’area aveva provveduto a far abbattere l’immobile (realizzato abusivamente da altri), anche alla luce dei sopralluoghi effettuati dai carabinieri, che avevano accertato la presenza di senzatetto, alcuni dei quali vivevano nello stabile. Una storia decisamente intricata, che ancora stenta a concludersi in maniera definitiva.

“Purtroppo, però, non è finita qui”, aggiunge il legale, “perché nonostante la Commissione Tributaria Provinciale abbia dato ragione ai Flajani in relazione alla contribuzione Imu, a distanza di neanche 3 mesi dalla sentenza, il Comune ha notificato un nuovo accertamento Imu pari a quello censurato dalla Commissione Tributaria Provinciale”. Un contenzioso senza fine, visto che la cause pendenti tra la famiglia Flajani e il Comune truentino sono diventati 20.