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Fano Adriano, a 103 dalla fine della Grande Guerra gli viene riconosciuto lo status di caduto

Fano Adriano. Grazie all’impegno del nipote del caduto, Giovanni Pavone, del ricercatore storico, Berardino Nisii e del Col. Paolo Pellegrino, è stata definitivamente chiusa la posizione giuridica del soldato Berardino Lancianese, nato a Fiano Romano il 13 gennaio 1897 (da Pietro e Maddalena De Angelis) e deceduto, per ferite lacere di schegge di granata per fatto di guerra, a Dosso Faiti il 4 settembre 1917.

 

Essendo originario e residente a Fano Adriano, partì in guerra dal distretto militare di Teramo con il numero di matricola 10883 con il 129° Reggimento fanteria – Brigata Perugia ed il suo stato di servizio è depositato presso l’Archivio di Stato di Teramo. Oggi, la sua salma, riposa nel Sacrario Militare di Redipuglia, gradone 10, loculo numero 19930 con il nome e cognome errato in Bernardo Lancianesi. Per una serie di circostanze, dovute alle errate trascrizioni dei nomi ed errori nella comunicazioni tra i vari enti statali dell’epoca, il soldato non era stato inserito nell’Albo d’Oro dei caduti.

 

L’anomalia fu riscontrata già durante il centenario dell’entrata in  guerra (1915/2015), quando, Berardino Nisii, chiese le medaglie del centenario per 31 fanesi, ma gli furono concesse solo 30. Mancava proprio Berardino Lancianese, già citato nella pubblicazione “I caduti del Comune di Fano Adriano nella Grande Guerra” (edita da Artemia Nova di Maria Teresa Orsini) del ricercatore giuliese Walter De Berardinis e nel monumento fatto erigere negli anni sessanta da Luigi Riccioni su progetto dell’architetto Galli. Durante questo mese, dalla Regione Friuli Venezia Giulia è arrivata la medaglia del centenario e contestualmente, grazie all’interessamento di Walter De Berardinis, in collaborazione con il ricercatore Franco Gobbato e Stefano Gambarotto del Memoriale dei Cavalieri di Vittorio Veneto, anche la cittadinanza onoraria (alla memoria) della città di Vittorio Veneto.