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Cronaca Teramo

Coronavirus, il bilancio dei controlli a Silvi: dodici denunciati che circolavano senza motivo

Silvi. Oltre 3700 autocertificazioni raccolte in due settimane di controlli in strada, ben dodici persone penalmente denunciate per assenza di motivazioni a circolare, oltre 80 controlli alle attività commerciali e numerosi controlli alle segnalazioni che quotidianamente giungono al comando.

Questo è il resoconto dell’attività della Polizia Locale di Silvi in questi giorni di emergenza sanitaria da Covid-19.

 

Tra i luoghi più pattugliati si evidenziano la Statale 16 Sud e la bretella di collegamento con il limitrofo Comune di Città Sant’Angelo, la Statale 16 Nord a confine con il territorio del Comune di Pineto, il lungomare nella zona antistante piazza Marconi e l’ufficio postale di Via G. Carducci, per evitare l’assembramento di persone all’esterno dello stabile. I numerosi servizi volti al controllo del rispetto del DPCM marzo 2020 e le relative denunce emerse, stanno scoraggiando automobilisti e non che ancora oggi si ostinano a circolare privi una giusta causa. Restrizioni, quelle emanate dal Presidente del Consiglio, rese ancora più aspre dalla recente ordinanza emanata dal Sindaco del Comune di Silvi Andrea Scordella che tra le altre cose vieta l’attività motoria e sportiva all’aperto, di circolare a piedi o con velocipedi salvo i casi di spostamenti comprovati da esigenze lavorative, di salute o situazioni di necessità, ed espletare le esigenze primarie degli animali da affezione per il tempo strettamente necessario e nel raggio non superiore a 400 metri dalla propria residenza, domicilio o dimora per contrastare la diffusione del Coronavirus che ha colpito anche la comunità silvarola.

“Alle persone che ancora si ostinano a circolare senza una valida motivazione non escludo la possibilità di applicare le più rigide norme di cui all’art.260 del testo unico delle leggi sanitarie – sostiene il Comandante della Polizia Locale di Silvi Giustino Michetti che, spiega, – punisce chi non osserva un ordine legalmente dato per impedire l’invasione o la diffusione di una malattia infettiva. Un reato che prevede la pena cumulativa dell’arresto fino a sei mesi e dell’ammenda fino a 400 euro. Pena che, diversamente dalla violazione dell’art.650 c.p., non è possibile oblare”.