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Alba Adriatica, osservazioni difesa della costa. Comitato antierosione: vogliono la morte della zona nord

Alba Adriatica. Sulle osservazioni al Piano di difesa della costa (il documento madre attorno al quale la Regione pianificherà interventi per i prossimi 20 anni a protezione del litorale abruzzese) si consuma una sorta di strappo.

 

Solo paventato nelle considerazioni di taluni, ma che al contrario viene in qualche modo cristallizzato dalle carte. Il tutto ruota attorno ad una sorta di dualismo che si è generato tra la zona nord di Alba Adriatica, oramai allo stremo dopo le violente mareggiate del 2019, e il resto del litorale albense.

Il nodo del contendere. Nelle ultime ore il Comitato antierosione ha presentato le sue osservazioni al Piano di difesa della costa della Regione. Stilato da due geologi (Giovanni Marrone e Clemente Folchi Vice D’Arcevia), molto corposo e dettagliato e che oltre ad inquadrare il problema erosivo ad Alba Adriatica, fatto di analisi storiche e dinamiche del fenomeno, pone alcune questioni bene precise. Puntare a realizzare barriere parallele al litorale, partendo da Alba Adriatica e non da sud. E “smontare” il concetto dei pennelli e del sistema delle celle.

Già sperimentato a Villa Rosa ma, che dati alla mano, non ha avuto effetti sul piano del contenimento del fenomeno erosivo (con problemi anche sopraflutto) e con dubbi sul piano della qualità delle acque. Il tema della spiaggia di alimentazione non è stato minimamente tenuto in considerazione, anche perché al momento non esistono progetti esecutivi sui quali fare delle valutazioni compiute. Ma in attesa che il percorso di protezione possa trovare forma, l’approdo della spiaggia di alimentazione per il 2021, come previsto dalla Regione, appare probabilmente l’unica ancora di salvezza per il litorale nord. Almeno nel breve periodo.Nello spesso momento, però, (oltre alla giunta comunale che ha presentato le sue osservazioni), i rappresentanti delle associazioni turistiche di categoria ha trasmesso una nota con proprie osservazioni alla Regione. Il documento è firmato dai presidenti degli albergatori di Alba Adriatica e Tortoreto, dei balneari sempre di Alba e Tortoreto, il consorzio Costa dei Parchi, Asshotel, Federalbeghi e Fiba Cna. Le osservazioni sul piano di costa vertono sull’inutilità dei pennelli ortogonali, dall’evitare opere dannose per le spiagge a sud e privilegiare barriere parallele.

La spiaggia di alimentazione. Le associazioni di categoria, però, entrano nel merito anche della maxi-spiaggia di alimentazione che prevede un riporto di sabbia (protetto) di oltre 200mila cubi di materiali e pongono una condizione: la contrarietà a forme di protezione longitudinali della spiaggia, anche provvisorie, e di qualsiasi forma di pennello a sud della foce del Vibrata, definite come “possibili sciagure”.

La reazione. Questo aspetto delle tensioni, nelle ultime ore, lo ha indubbiamente creato perché la sensazione che si avverte è che non sembra essere una visione comune di difesa del litorale, soprattutto quello della zona nord. Emblematico appare il commento di Corradino Cartone, presidente del Comitato antierosione costituito di recente. “Dire che sono amareggiato è riduttivo di fronte a simili prese di posizione”, commenta Cartone. Sono anni che è palese a tutti che il solo ripascimento non serve a nulla, che è solo uno spreco di soldi.

Perché allora le associazioni di categoria nelle osservazioni al Piano di difesa della costa della Regione Abruzzo chiedono di non fare la spiaggia di alimentazione ma solo il ripascimento? La sensazione è che non si voglia tutelare a salvaguardare quella che è la zona maggiormente martoriata dal fenomeno erosivo”.