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Alba Adriatica, la spiaggia di alimentazione: “opera incompleta e fallimentare”

Alba Adriatica. Il circolo del Pd lancia un attacco frontale sugli effetti della spiaggia di alimentazione, la maxi-opera antierosione del litorale nord di Alba Adriatica che tante perplessità ha suscitato.

 

“Dopo diversi giorni dalla fine dei lavori (ancora non ratificata) e a stagione turistica ormai avviata”, si legge in una nota. “Sono emerse criticità progettuali che si sono ancora di più palesate dopo due leggere mareggiate (in abruzzese 2 bott d mar). Abbiamo atteso, dunque, qualche giorno prima di denunciare pubblicamente il fallimento e comunque l’incompletezza di quest’opera, definita “rivoluzionaria” dalla giunta Marsilio, costata circa 2 milioni di euro.

Nel merito, il progetto prevedeva che i due pennelli (cosiddette strutture di contenimento) dovevano essere soffolti, cioè ricoperti da oltre 1,5 metri di sabbia, mentre a realizzazione ormai ultimata questi, come si può ben vedere non è avvenuto; il pennello posto a nord non è stato mai completamente ricoperto di sabbia, anzi più della metà in lunghezza, come ognuno può costatare, è privo di sabbia ed è visibile oltre che fonte di pericolo. È il caso di precisare che a nord di tale pennello per circa 40-50 metri in lunghezza doveva esserci la sabbia, la quale si doveva estendere in profondità per circa 100 metri verso il mare così da alimentare le spiagge poste a sud (questo è il concetto di spiaggia di alimentazione).

 

“Inoltre, verso sud la spiaggia di alimentazione doveva estendersi e coprire l’estremità di spiaggia, come da progetto e planimetrie allegate, ben oltre lo stabilimento balneare Alba Beach e quasi a lambire il Coco Loco, invece questo non è accaduto e non si conoscono i motivi. Per questo invitiamo il sottosegretario D’Annuntiis o il Presidente Marsilio a renderli pubblici precisando anche le quantità di sabbia sversata e le sue caratteristiche granulometriche; per la precisione la sabbia (spiaggia di alimentazione) è arrivata al confine nord dello chalet Boracay (2 milioni di euro di investimento per 5 stabilimenti balneari e 4 concessioni demaniali alberghiere). Operatori turistici e cittadini, ricordate con quale enfasi veniva presentata la spiaggia di alimentazione come un intervento che avrebbe garantito tranquillità e sicurezza, ai concessionari interessati dall’erosione, per almeno 3/5 anni? Come poi è andata a finire lo potete vedere tutti: è durata 3/5 giorni.

“Segnaliamo inoltre un’altra difformità progettuale riguardante la profondità massima che questa spiaggia di alimentazione doveva esprimere con quote che arrivavano da 1,5/2 metri di altezza per circa 100 mt di profondità dalla battigia.
Potremmo dire, parlando dai pennelli da noi ritenuti quasi inutili, che tutto questo l’avevamo detto e scritto (nelle osservazioni inviate al comitato Via della Regione); tutte le associazioni turistiche e tutti gli operatori turistici erano favorevolissimi al ripascimento, nessuno voleva i pennelli prevedendo quello che oggi è successo. Ora è chiaro che qualcosa, forse più di qualcosa è andato storto, perché la spiaggia realizzata non assomiglia minimante al progetto approvato e sbandierato dalla Regione Abruzzo, come non sembra affatto e qui esprimiamo forti dubbi che sul litorale interessato siano stati sversati più di 125.000 metri cubi di sabbia. Adesso, dopo quello che sembra uno scempio annunciato, e comunque uno sperpero di denaro pubblico per l’entità della somma e i pochi benefici ricevuti, ci riserveremo di adottare ogni forma di contestazioni e di verifica. La città di Alba Adriatica ed i suoi operatori il sacrosanto diritto di avere chiarimenti certi e assicurazioni per il futuro da parte della Regione Abruzzo e da suo portavoce”.