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Chiusura passaggio a livello a Molino San Nicola, la protesta a Pescara

A cinque giorni dalla chiusura del passaggio al livello che collega la frazione di Molino San Nicola a Bellante, gli abitanti della zona si sono dati appuntamento a Pescara questa mattina per far sentire la loro protesta agli amministratori competenti.

Proprio in queste ore, infatti, è in corso un incontro tra Comune di Bellante, Provincia di Teramo, Regione Abruzzo e Ferrovie per affrontare la spinosa questione che, di fatto, lascia isolato un intero quartiere.
Nonostante l’impegno da parte del sindaco Mario Di Pietro e del presidente della Provincia Renzo Di Sabatino che si stanno prodigando per far riaprire il prima possibile, anche se in maniera temporanea, il passaggio a livello esistente prima della realizzazione di un nuovo passo ciclipedonale, alcuni abitanti si oppongono alla creazione duovo passaggio, dichiarando di voler presentare un esposto a riguardo alla Procura della Repubblica.

La chiusura del passaggio al livello, avvenuta la notte di san Silvestro, senza che gli abitanti ne fossero stati informati, aveva lasciato interdetti e arrabbiati i cittadini che ora sono costretti ad effettuare un tratto di strada più lungo e niente affatto sicuro, soprattutto per i pedoni, per raggiungere Bellante stazione.
“Se vogliamo la riapertura del passaggio a livello” dicono alcuni abitanti attraverso il gruppo Facebook creato appositamente per protestare, “dobbiamo darci una mossa, non basta mettere una firma, fare un cominicato stampa o appendere uno striscione. E dobbiamo farlo ora, prima che si parli di una chiusura definitiva”.

IL PASSAGGIO A LIVELLO RESTA CHIUSO. Saranno le Ferrovie Italiane che hanno già una convenzione aperta con la Regione e ditte immediatamente disponibili, a realizzare il sottopasso ciclo-pedonale a servizio dei residenti di Molino San Nicola a Bellante: le risorse, circa 300 mila euro,  ce le metterà la Regione. L’opera dovrebbe essere realizzata in quattro mesi. Questo il risultato dell’incontro odierno in Regione.

La Provincia, invece, nei prossimi giorni adeguerà il sottopasso carrabile esistente con la realizzazione di marciapiedi e l’illuminazione mentre il Comune dovrebbe provvedere a realizzare un sottopasso pedonale provvisorio che sarà’ utilizzato in attesa di quello definitivo.

Il passaggio a livello però rimarrà’ chiuso per “ragioni di sicurezza”: lo hanno ribadito questa mattina i rappresentanti delle Ferrovie Italiane (fra gli altri Stefano Morellina capo compartimento di Ancona) nel corso della riunione che si è svolta in Regione alla presenza del presidente Luciano d’Alfonso, del sindaco di Bellante, Mario Di Pietro, del consigliere provinciale incaricato per la viabilità, Mauro Scarpantonio. Al tavolo anche il dirigente provinciale Leo Di Liberatore e l’ingegnere Dario Melozzi.

La chiusura dei passaggi a livello di quella tipologia è prevista – come sottolinea una nota della Provincia – nel piano nazionale per la sicurezza la cui realizzazione è considerata “indifferibile” dalle Ferrovie che, secondo la convenzione stipulata a suo tempo con gli enti locali, avrebbero dovuto eliminare quello di Bellante già’ dal 2006. 

D’ALFONSO: ‘A BELLANTE SI FARÀ SOTTOPASSO PEDONALE’

Garantire la sicurezza degli oltre mille residenti della località Molino San Nicola di Bellante attraverso una procedura aperta che consenta di intervenire in tempi rapidi è la priorità assoluta per il presidente della Giunta regionale, Luciano D’Alfonso. Lo stesso Presidente ha garantito che, al più presto, verrà modificata la convenzione in atto tra Regione e Rete Ferroviaria Italiana prevista per l’eliminazione di alcuni passaggi a livello. Nello specifico, verrà inserita un’appendice che riguarderà la realizzazione di un sottopasso ciclopedonale nello stesso quartiere di Molino San Nicola. Opera che risolverebbe tutti i problemi di circolazione e di sicurezza di pedoni e ciclisti di passaggio. Sono le assicurazioni che il presidente della Giunta regionale, Luciano D’Alfonso, ha fornito nel corso della riunione che si è tenuta, questa mattina, a Pescara, in Regione, sulla vicenda del passaggio a livello chiuso dopo l’ordinanza della provincia di Teramo, eseguita da Ferrovie dello Stato, ed entrata in vigore lo scorso 31 dicembre. Da allora, pedoni e i ciclisti residenti in zona Molino San Nicola, per raggiungere le proprie abitazioni, sono obbligati ad attraversare il sottopasso carrabile sprovvisto delle più elementari misure di sicurezza in quanto realizzato, a suo tempo, per essere al servizio dell’area produttiva. Il presidente D’Alfonso, nel corso dell’incontro al quale hanno preso parte, tra gli altri, il sindaco di Bellante, Mario Di Pietro, il capo dipartimento del settore Trasporti della Regione, Giancarlo Zappacosta, il responsabile della direzione territoriale produzione di Rete Ferroviaria Italiana, Stefano Morellina, rappresentanti dell’amministrazione provinciale di Teramo, ed il presidente del Comitato residenti di Molino San Nicola, ha delineato il cronoprogramma delle azioni necessarie per limitare al massimo i disagi della popolazione residente.

“Da RFI – ha evidenziato il Presidente – ho ottenuto l’impegno che, da qui a tre giorni, avremo a disposizione una procedimentalizzazione degli atti amministrativi e delle procedure da compiere. Presto ci sarà un sopralluogo al quale parteciperanno i tecnici e successivamente sarò presente anche di persona in loco poiché non lasceremo mai da soli i cittadini di Bellante. L’obiettivo – ha proseguito – è creare le condizioni perchè RFI realizzi, entro quindici giorni, opere che diano luminosità adeguata all’area del sottopasso esistente, facilità di collegamento ai pedoni attraverso la costruzione di marciapiedi oltre ad ulteriori interventi di messa in sicurezza anche rispetto al rischio esondazione del fiume Tordino. Entro un paio di settimane – ha concluso il Presidente – contiamo di approfondire la tempistica relativa al tempi di realizzazione del nuovo sottopasso che, comunque, non dovrebbero superare i 4-5 mesi”. Nel frattempo, saranno anche verificate le procedure necessarie per una eventuale riapertura del passaggio al livello anche se una tale ipotesi richiederebbe tempi non brevissimi (due o tre mesi) senza contare che l’operazione non sarebbe a costo zero.