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Teramo, prestazioni per bimba autistica mai erogate: Asl condannata

Accoglimento totale. La prima ordinanza dopo il Covid arriva dal tribunale di Teramo, emessa dal Giudice Giuseppe Marcheggiani.

“A seguito delle azioni previste dalla Delibera di Giunta Regionale n. 360 del 2019, la ASL di Teramo ha recentemente ampliato il numero di strutture e servizi per l’autismo, prevendendo più posti e più sedute distribuite sulle strutture accreditate. Questa azione, attuata finora solo dalla Asl di Teramo, risulta ancora insufficiente per la platea di utenti in lista di attesa – a dirlo Abruzzo Autismo Onlus – Sono tante le segnalazioni che riceviamo e, quasi quotidianamente, ci imbattiamo in famiglie prive dei servizi riabilitativi necessari ma anche prive delle informazioni fondamentali per tutelare il diritto alle cure dei propri figli. Ascoltando le storie delle famiglie emergono situazioni paradossali: si scopre che se vivi a ridosso dei confini regionali può essere agevole ottenere l’autorizzazione alle cure fuori regione. il “fuori budget” per prestazioni extra regionali non ha limiti stringenti, mentre se le stesse prestazioni le richiedi nella tua regione resti in lista di attesa. Buffo che lo stesso accade a chi viene dalle regioni limitrofe ad effettuare prestazioni riabilitative extra budget perchè nella loro regione, allo stesso modo, non è possibile ampliare i posti delle strutture attive nella propria regione”.

E ancora: “A 5 anni dalla entrata in vigore della Legge 134/2015 e dopo 3 anni dalla Delibera di Giunta regionale 437/2017 che fissa i setting riconosciuti idonei per l’autismo, molti distretti continuano a prescrivere servizi riabilitativi non conformi alla normativa nazionale e regionale. Le famiglie non ricevono le necessarie informazioni dal sistema sanitario territoriale e, spesso, restano imbrigliate nelle tante tappe della burocrazia. Tutto questo sembra essere in sintonia con quanto il Giudice Giuseppe Marcheggiani ha evidenziato nella recente ordinanza: ‘La circostanza dell’essere mancata la sottoposizione effettiva della paziente a tale terapia, del tutto incontestata dalla ASL, astenutasi dal costituirsi nel procedimento per resistere alla domanda di provvedimento cautelare, ​deve farsi risalire, comunque, ad una disfunzione dell’organizzazione amministrativa dell’ente sanitario,​ a fronte del regolare riconoscimento della sussistenza dell’esigenza terapeutica e della conseguente individuazione della tipologia di intervento, la cui erogazione è sottinteso nella valutazione dell’apposita Unità di valutazione multidimensionale che sia rispondente alla realizzazione dei livelli essenziali di assistenza’. Quando in una famiglia arriva l’autismo tutto cambia. Nessuna certezza, nessun appiglio, nessuna strategia permette di reggere l’urto. Occorre tirar fuori tutte le proprie energie e combattere colpo su colpo, nella speranza di non perdere mai la serenità. Occorre lo stesso impegno da parte delle istituzioni, occorre la stessa determinazione da parte di ASL e Regione Abruzzo affinché questa sfida, oggi totalmente sulle spalle delle famiglie, venga sostenuta adeguatamente dalle istituzioni”.