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Consorzio Piomba-Fino, bocciata proposta di Pineto di scioglimento anticipato

Pineto. Il Consorzio comprensoriale Piomba-Fino dice no alla proposta di scioglimento anticipato del Comune di Pineto.

È quanto deciso dall’ultima assemblea dell’ente, che va in questo modo in direzione contraria al modus operandi della Regione Abruzzo, che ha recentemente approvato la nuova legge sulla gestione integrata dei rifiuti.

“Ci rammarica – è il commento dell’assessore all’Ambiente del Comune pinetese Nerina Alonzo – sapere che il Consorzio non condivide le linee regionali che puntano a razionalizzazione, riduzione delle frammentarietà ed efficientamento”.

L’ente non ha infatti condiviso l’idea dell’amministrazione comunale di Pineto che ha maturato questa decisione a fronte delle perdite di esercizio che, a partire dal 2006, il Consorzio produce sistematicamente.

“Da tempo – spiega meglio la Alonzo – l’ente non gestisce più alcuna discarica, perché sottoposta a sequestro giudiziario e, per effetto dell’assenza di introiti derivanti da questa situazione, il Consorzio produce soltanto perdite”.

Da qui la proposta del Comune di Pineto che si pone tra l’altro in sintonia con la politica di contenimento adottata dagli enti pubblici che sopprimono o accorpano o, in ogni caso, assicurano la riduzione degli oneri finanziari in misura non inferiore al 20 per cento, organismi di qualsiasi natura giuridica che esercitano funzioni spettanti ai Comuni.

Dello stesso avviso anche la Regione Abruzzo, che, tramite l’assessore Mauro Di Dalmazio, ha recentemente presentato una nuova legge con la quale l’ente regionale intende sciogliere tutti i consorzi esistenti sul territorio e dar vita a un assetto nella gestione dei rifiuti in grado di superare le inefficienze senza, peraltro, creare problemi a livelli occupazionali.

“In Abruzzo – ricorda la stessa Alonzo – non sono mai stati costituiti gli Ambiti Territoriali Ottimali e l’assessore Di Dalmazio ha fatto intelligentemente notare che la conseguenza di questo stato di cose è stata una proliferazione di centri di intervento (circa 200 soggetti con assetti societari variegati) che, anche a seguito della mancata realizzazione degli impianti, ha spesso determinato situazioni di grave inefficienza gestionale, aggravi tariffari sugli utenti, sprechi organizzativi e talvolta vere e proprie emergenze. Per questo motivo, avevamo pensato che la nostra proposta, in quest’ottica di riduzione della spesa pubblica, potesse avere più valore”.

Così non è stato e l’assemblea del Consorzio Piomba-Fino ha deciso di bocciare la proposta presentata da Palazzo di Città, che ribadisce comunque la sua intenzione di non sottrarsi alle proprie responsabilità. “Abbiamo dato il nostro consenso – continua l’assessore pinetese – affinchè si studi la possibilità di trasformare il Consorzio in una società privata. Ad ogni modo, abbiamo comunque ribadito che la soluzione migliore rimane, a nostro avviso, lo scioglimento dell’ente. Ringraziamo il cda e tutti coloro che hanno svolto all’interno un ottimo lavoro, ma fino a quando non sarà riaperta la discarica ci troveremo sempre a pagare una struttura che non ha nulla da gestire e, quindi, ad accollarci una spesa sinceramente evitabile”.