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Teramo, sequestrati 8,2 milioni di euro a Banca Tercas

Teramo. Otto milioni e duecento mila di euro. A tanto ammonta la somma di denaro sequestrata alla Banca Tercas dalla Guardia di Finanza di Roma su richiesta del gip Vilma Passamonti della procura di Roma nell’ambito delle indagini relative ai fallimenti del gruppo Dimafin di Raffaele Di Mario.

Coinvolte, insieme all’istituto di Corso San Giorgio, anche Unicredit (12 milioni), Banca Italease (8 milioni), società Factorit Spa (2,6 milioni) per un totale di oltre 30 milioni di euro congelati.

Stando alle indagini condotte dal procuratore aggiunto Nello Rossi e dal pm Giuseppe Cascini, Maria Sabina Calabretta e Maria Francesca Loy, i comportamenti tenuti dalle banche si configurano come concorso in bancarotta preferenziale e patrimoniale perchè, pur essendo a conoscenza dello stato di decozione del Gruppo in quanto principali creditori, avrebbero comunque predeterminato l’impiego della somma per soddisfare le loro esposizioni creditorie.

Più precisamente, sembra che il tutto risalga a un’operazione del 2008, quando alcune società appartenenti a Di Mario avrebbero sottoscritto un atto in cui apportavano immobili e terreni a un fondo comune di investimento denominato “Fondo Diaphora 1”, gestito dalla Raetia Sgr.

Questa operazione avrebbe consentito al Gruppo di ottenere nuova liquidità finanziata dalle banche e formalmente destinata alla Sgr e non alle società conferenti e avrebbe comportato il pagamento dell’Iva da parte della Sgr verso le società apportanti per 42 milioni di euro.

Le società del gruppo Dimafin, invece di pagare l’Iva all’Erario, hanno corrisposto oltre 31,6 (quelli sequestrati) alle banche creditrici in virtù di accordi formali intervenuti con le stesse.

Bancarotta preferenziale, bancarotta patrimoniale e omesso versamento dell’Iva i reati contestati a una ventina di dirigenti e di funzionari degli istituti di credito, tra cui l’ex direttore generale della Tercas, Antonio Di Matteo.