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Roseto, girotondo dei bambini di Notaresco per la tutela dell’acqua del Gran Sasso FOTO/VIDEO

Roseto. Termina oggi la prima fase della mobilitazione per la tutela della montagna in vista della manifestazione di domenica 9 luglio ad Assergi.

Da L’Aquila a Martinsicuro passando per gli altri centri toccati dalle iniziative, tanti cittadini vogliono prendere in mano il futuro dell’acqua del Gran Sasso.  Questa mattina un grande girotondo attorno ad una montagna simbolica fatta con la sabbia della spiaggia unendo mare e monti: i bambini di Notaresco in colonia estiva a Roseto in questo modo hanno dato il loro contributo per la tutela dell’acqua del Gran Sasso.

L’attività di educazione ambientale è stata promossa dagli attivisti impegnati nella Mobilitazione per l’Acqua del Gran Sasso assieme all’amministrazione comunale di Notaresco che con il suo sindaco Diego Di Bonaventura ha anche partecipato all’iniziativa.

Oggi si chiude il primo ciclo di eventi diffusi sul territorio di tre province verso la manifestazione prevista per domenica 9 luglio ad Assergi.

Tanti cittadini nonostante la calura hanno partecipato ai flash mob e agli incontri pubblici. Anche gli ultimi eventi sono stati molto affollati, ieri a L’Aquila e martedì a Martinsicuro. Oggi si chiude a Tossicia, anche se altri gruppi di cittadini di vari comuni stanno contattando gli attivitisti per inserirsi nel percorso della mobilitazione.

“Sarà una vertenza lunga che probabilmente durerà anni. Per questo in forma partecipata con assemblee come fu fatto per Ombrina si stanno ideando iniziative a breve, come ad Assergi il 9 luglio, medio e lungo periodo. La costruzione della partecipazione dal basso e di una consapevolezza diffusa sempre più ampia è l’unico modo per risolvere la questione della sicurezza dell’approvvigionamento idrico che la politica non è riuscita ad affrontare in questi lunghi anni nonostante 84 milioni di euro spesi dentro la montagna. E’ veramente inconcepibile il comportamento della Regione Abruzzo che vuole mantenere fuori dai tavoli delle decisioni questi cittadini, chiudendosi in una torre d’avorio auto-referenziale quando invece i problemi vanno affrontati con il supporto di tutti, anche per quanto riguarda la conoscenza delle problematiche”.

E’ il commento degli attivisti di Mobilitazione per l’Acqua del Gran Sasso, auspicando che “la regione torni sui suoi passi, anche per quanto riguarda il problema costituito dalla grande quantità di sostanze pericolose stoccate nei laboratori. Quella è la principale criticità del sistema perché costituisce il rischio più grande, tanto da portare a classificare i laboratori come impianto a rischio di incidente rilevante”.