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Carabiniere salva dal suicidio una donna di Mosciano

Mosciano. È riuscito a farla desistere dal tentativo di gettarsi dal ponte di Salinello, lungo l’A14, e nonostante lo stato confusionale l’ha guidata al casello di Mosciano Stazione, dove l’aspettavano i familiari con il Capitano dei carabinieri della Compagnia di Giulianova, Luigi Dellegrazie.

Nel pomeriggio di ieri una donna, residente a Mosciano, ha abbondato il luogo di lavoro nella Val Vibrata poco dopo le 16, mandando un sms ad un’amica, nel quale le annunciava l’intenzione di farla finita. L’amica ha immediatamente avvertito la famiglia che, a sua volta, ha provato, invano, a rintracciarla al cellulare. Spaventati che potesse accaderle qualcosa, hanno chiesto l’aiuto dei carabinieri che, dopo diversi tentativi, sono riusciti a mettersi in contatto con la donna tramite cellulare. Al telefono gridava e piangeva, dicendo di non sapere dove si trovasse. A questo punto è intervenuto il maresciallo Michele Lepore, laureato in psicologia e iscritto all’albo regionale, riuscendo a stabilire un dialogo con la donna. Il maresciallo Lepore ha convinto la donna, che nel frattempo era ferma lungo l’autostrada A14 in direzione sud all’inizio del ponte del Salinello, a risalire in auto e ripartire. Il militare ha guidato, via telefono, tutti i passi della donna moscianese. Le ha fatto accendere il riscaldamento della macchina, l’ha convinta a ripartire e, dopo aver avuto la conferma che si trovasse sull’autostrada, ad uscire a Mosciano. Superato il casello le ha detto di fermarsi alla vista di una macchina dei carabinieri, perché all’interno si trovava un suo amico che l’avrebbe aiutata. La donna ha eseguito tutte le indicazioni, avvicindosi al mezzo trovando il capitano Dellegrazie con i suoi familiari. La donna, successivamente, è stata soccorsa e trasferita per le cure del caso nel reparto di psichiatria dell’ospedale di Giulianova. Ma prima di salire nell’ambulanza ha detto al capitano dei carabinieri: “non so dove mi trovo, ma un uomo mi ha fatto venire qui”. È quell’uomo è stato il maresciallo Lepore che, attraverso una leva emotiva (quella del figlio) ha salvato la donna, evitando l’ennesimo suicidio dal ponte sul Salinello.