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Teramo, scuole sicure? Certo, ma intanto a settembre…

Tanto rumore per nulla. Il polverone alzatosi dopo le scosse di terremoto che dallo scorso agosto si sono ripresentate nel centro Italia, rimettendo al centro dell’attenzione il tema della sicurezza sismica nelle scuole nel teramano, non ha portato a nulla.

Come confermato anche dal sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi, all’avvio del prossimo anno scolastico la situazione resterà esattamente come è ora, senza che venga fatto alcun tipo di lavoro. A settembre, dunque, la scuola ricomincerà così, con le stesse strutture che, classificate A dopo i “rattoppi” post sisma, seppur con indici di vulnerabilità bassi, “avendo mantenuto alle scosse”, sono considerate sicure.

“Restiamo perplessi e fortemente preoccupati dopo le dichiarazioni del sindaco”, commenta Leda Ragas, presidente del Comitato Scuole sicure di Teramo, “perché speravamo che la fase più difficile fosse ormai superata e invece bisogna ricominciare tutto da capo. Comprendiamo la difficoltà nel reperimento dei fondi, ma ricominciare così a settembre non è davvero possibile”.

La Ragas, che in questi mesi ha lavorato molto creando contatti e rete con altre associazioni a livello locale e nazionale, ha assicurato che si ricomincerà ad alzare la voce con una nuova raccolta di firme, mentre per l’inizio dell’estate è previsto, insieme ad altre associazioni, un incontro del Comitato alla Camera dei Deputati per continuare a mantenere alta l’attenzione dei politici nazionali su questo tema.

“Non ci bastano più le rassicurazioni che arrivano dall’amministrazione teramana”, continua la presidente, “e pretendiamo che, nelle scuole che saranno aperte, siano almeno messe a posto le certificazioni per la sicurezza di base. Parliamo di uscite antincendio, scale di sicurezza, impianti a norma, che dovrebbero essere già garantiti. E soprattutto chiediamo che vengano fatti corsi di evacuazione in tutte le scuole, per preparare alunni, docenti e personale in caso di nuove calamità”.

Inoltre, ribadendo come il Comune di Teramo abbia speso negli anni numerosi milioni di euro nelle scuole senza arrivare a nulla, la Ragas sottolinea come non sia più possibile, dopo quanto accaduto, continuare ad appoggiarsi sulle proroghe. E ricorda come non sia affatto un’utopia, così come testimoniato da alcune imprese del Nord Italia che si sono messe a disposizione per collaborare e offrire consulenze gratuite anche al teramano, realizzare scuole prefabbricate che possano accogliere anche un migliaio di studenti al massimo in 90 giorni.

“Bisogna solo volerle le cose” conclude la Ragas che assicura di essere pronta, insieme ai genitori, a tornare a protestare in caso di mancate risposte concrete da parte degli enti competenti.