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Emergenza Teramo, le richieste della Provincia da inserire nel Decreto

Mentre sembra ormai inevitabile l’organizzazione di una mobilitazione che porti a Roma il malcontento dei sindaci e del territorio teramano per le decisioni prese dal Governo e riportate nell’ultimo decreto legge, il presidente della Provincia di Teramo ha stilato un documento, che proporrà all’assemblea dei sindaci, per promuovere delle modifiche alle decisioni del Governo per quanto riguarda gli aiuti nel territorio.

Il primo punto riguarda la richiesta al Consiglio dei Ministri, tramite la Regione del riconoscimento di stato di emergenza derivante da calamità naturale con specifico riguardo per il territorio provinciale teramano, con l’assegnazione di risorse finanziarie adeguate per fronteggiare le spese necessarie per il suo superamento con strumenti agevolativi analoghi a quelli previsti per l’emergenza sisma.

C’è poi la questione dell’ampliamento dell’area del cratere, con l’estensione anche ai Comuni della fascia montana ad oggi esclusi, e di parificare le misure previste anche al Comune di Teramo, eliminando le limitazioni esistenti, prevedendo misure specifiche che tengano adeguato conto della particolare situazione in cui versa l’intero territorio provinciale. Oltre naturalmente all’assegnazione di risorse finanziarie proporzionale ai danni subiti con la la copertura integrale dei costi sostenuti in fase di emergenza, in tempi certi e brevi, e con anticipazioni consistenti e conguaglio a rendicontazione, delle somme necessarie per il ripristino del patrimonio pubblico danneggiato, la sospensione immediata del prelievo a titolo di concorso al contenimento della spesa pubblica della Provincia di Teramo, l’eliminazione del taglio già previsto per l’anno 2017, per la Provincia di Teramo e del taglio al Fondo di solidarietà comunale per i Comuni.

Inoltre si chiede l’istituzione di un Fondo speciale a copertura del minor gettito da entrate tributarie nelle casse comunali, la proroga delle sospensioni degli adempimenti finanziari e contabili, l’eliminazione delle sanzioni del patto 2015 per i Comuni e la sospensione delle rate dei mutui. Oltre a ciò, lo stanziamento di fondi straordinari per la messa in sicurezza e l’adeguamento sismico di tutti gli edifici scolastici della provincia, compresi i fondi per le verifiche di vulnerabilità o, in alternativa, la possibilità per la Regione di accendere un mutuo per la valutazione della vulnerabilità sismica delle scuole.

E ancora l’assegnazione all’Adsu di Teramo di nove milioni di euro per la realizzazione della nuova residenza studentesca e la possibilità per la Regione di rimodulare il Masterplan destinando in primis le risorse per le opere di messa in sicurezza del territorio e di sostegno al tessuto economico–turistico e sociale colpito dal sisma e dalle altre calamità.

E per i privati residenti e le attività economiche e produttive con sede nel territorio provinciale teramano:

  • Un contributo per l’autonoma sistemazione per i nuclei familiari la cui abitazione principale, abituale e continuativa sia stata distrutta in tutto o in parte, ovvero sia stata sgomberata in esecuzione di provvedimenti delle competenti autorità, in conseguenza degli eventi calamitosi

  • La copertura integrale degli interventi strutturali di ripristino degli edifici privati, ivi compresi gli edifici vincolati, danneggiati o dichiarati inagibili e per i quali sia rinvenibile il nesso di causalità tra i danni subiti e l’evento,

  • Un contributo di €. 10.000,00 per le case lesionate ma agibili,

  • La sospensione delle tasse per due anni con previsione di successivo pagamento dilazionato in dieci anni per i residenti nei Comuni insistenti nel cratere, nonché per quelli fuori cratere che hanno subito danni conseguenza degli eventi calamitosi; agevolazione da riconoscere a prescindere dalla sede del luogo di lavoro

  • La sospensione delle rate dei mutui per i residenti nei Comuni insistenti nel cratere, nonché per i residenti nei Comuni fuori cratere ma che hanno subito danni conseguenza degli eventi calamitosi;

  • La copertura integrale dei costi per il ripristino delle strutture, degli impianti, dei macchinari e delle attrezzature delle imprese, danneggiati e per i quali sia rinvenibile il nesso di causalità tra i danni subiti e l’evento;

  • Il rimborso del prezzo di acquisto di scorte di materie prime, semilavorati e prodotti finiti, danneggiati o distrutti a causa degli eventi eccezionali e non più utilizzabili

  • La copertura integrale dei danni da lucro cessante per le attività economiche con sede nei Comuni del cratere

  • La copertura integrale dei danni da lucro cessante per le attività economiche con sede nei Comuni non ricompresi nel cratere, che dimostrano di aver subito un decremento dell’attività, insistenti sia dentro che fuori dai Comuni del cratere;

  • Gli indennizzi ed i risarcimenti semplificati per i disservizi in aggiunta agli strumenti ordinari previsti dai contratti di servizio.

  • La proroga degli interventi di sostegno al reddito, a partire dagli ammortizzatori in deroga, da attuare non solo nelle aree dal cratere, ma anche per i comuni fuori dal cratere, interessati da eventi sismici e/o dalle calamità nevose e naturali, garantendo la retroattività, la relativa copertura finanziaria e l’immediata fruibilità, con modalità procedurali chiare e snelle.