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Martinsicuro, Il Grillo: Riesame conferma sequestro. Proprietà critica su costituzione parte civile

Martinsicuro. Il tribunale del Riesame conferma il sequestro di una porzione del centro affari Il Grillo. Conferma l’impianto accusatorio della procura di Teramo, al pari del sequestro della parte di edificio commerciale realizzata in eccesso, il tribunale del Riesame che dopo aver ricevuto gli atti dalla Cassazione (che aveva sospeso il provvedimento), ha rigettato il ricorso della proprietà. Continua a dispensare colpi di scena la vicenda giudiziaria relativa alla realizzazione del centro commerciale e direzionale di Villa Rosa. Sui 12mila quadrati in eccesso, così come sostenuto dagli inquirenti dall’avvio dell’indagine, resta il vincolo del sequestro preventivo. Nel frattempo, il prossimo 25 maggio è in programma l’udienza preliminare nel procedimento penale, per il quale la pubblica accusa ha chiesto il rinvio a giudizio di 5 persone (due amministratori della società proprietaria del centro e tre progettisti). A far discutere, però, in questi giorni è soprattutto la decisione dell’amministrazione comunale di Martinsicuro, che si è costituita parte civile nel processo che sta per prendere avvio. Strategia che non è stata gradita dalla società proprietaria del centro localizzato sulla Sp 259. “ Riteniamo che la costituzione di parte civile” si legge in una nota della società Grillo Affari Srl, “ sia un atto gratuito e intriso di cattiveria. Ci si chiede in quanti altri processi penali contro reati edilizi o presunti reati edilizi, che hanno interessato il comune di Martinsicuro, l’amministrazione comunale si sia costituita parte civile? La risposta è mai. Gli interessi dell’ente sono stati già tutelati dal provvedimento del Tar”. Nella nota, poi, vengono ricordati alcuni passaggi di natura tecnica. “ Peraltro mentre da una parte il Comune di Martinsicuro eccepiva il permesso a costruire rilasciato diversi anni fa”, si legge ancora, “ ritenendo che la società abbia costruito oltre quanto poteva, ed invece abbiamo costruito quanto autorizzato, dall’altra ha provveduto ad incassare gli oneri di Bucalossi, gli oneri concessori di costruzione, gli oneri di rinnovo degli stessi, oltre all’imposta Ici addirittura anche attraverso un avviso di accertamento il tutto calcolato su quanto autorizzato al permesso a costruire ovvero su circa 22000 metri quadrati. Il Comune ad oggi trattiene tutti questi oneri pagati dalla società scrivente ammontanti ad oltre 450mila euro per Bucalossi ed oneri concessori, oltre 250.000,00 di imposta ICI comunale per tre anni. Infine ci preme ricordare che gli standard urbanistici (verde e parcheggi, ndr) le opere di urbanizzazione da cedere al Comune, sono state calcolate e definite in base al permesso a costruire, che fa riferimento alle delibere di Consiglio risalenti al 2003. A questo punto la società ha provveduto a ricorre al Consiglio di Stato al fine di salvaguardare i propri diritti”.