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Guardie mediche, in Provincia di Teramo ne chiudono sette

Campli, Castellalto, Cermignano, Colledara, Fano Adriano, Nereto, Valle Castellana da ieri non hanno più il servizio di guardia medica. Secondo quanto riportato dal presidente Fimmg di Teramo, Ercole Core, la delibera commissariale regionale ha costretto la Asl di Teramo a rivedere l’organizzazione del servizio, con la chiusura definitiva di sette sedi e lo spostamento della sede di Torricella Sicura a Rocca Santa Maria. Dal 1 ottobre, inoltre, si procederà alla chiusura delle sedi di Castellalto, Colledara e Nereto, mentre per le altre sedi, la Asl si è riservata di prendere ulteriori provvedimenti entro il prossimo mese di marzo.

Inevitabili a questo punto le conseguenze negative per numerosi territori che, all’improvviso, si troveranno senza più un servizio fondamentale.

Basti pensare”, sostiene il presidente, “alla situazione che si verrà a creare con la chiusura delle sedi di Bisenti e Castilenti e il conseguente accorpamento ad Atri: le aree montane più interne resteranno totalmente scoperte e da Atri, per far visita a Castiglione Messer Raimondo, ci vorranno ore. Forti disagi si registreranno naturalmente anche nel territorio di Cermignano”.

Ma, al di là di questi problemi, il presidente sottolinea come il provvedimento appaia ingiustificato in quanto la Asl di Teramo è sempre rientrata nei paramenti nazionali e regionali, sia per quanto riguarda la spesa delle sedi di guardia medica sia per quanto riguarda il numero ottimale dei medici rispetto al numero della popolazione. Cosa che, invece, non è accaduta per altre Asl abruzzesi, vedi Chieti e L’Aquila.

L’unica conclusione possibile”, aggiunge Core, “è che si tratta dell’ennesima penalizzazione per il territorio di Teramo, ricordando anche come questo provvedimento lascerà una trentina di medici sostituti, che da anni lavorano nel servizio di continuità assistenziale, da un giorno all’altro senza più lavoro.

LA RISPOSTA DI VINCENZO DI MARCO. Siamo pronti a dare battaglia contro la delibera della Asl che prevede la chiusura della guardia medica di Castellalto a partire dal prossimo primo ottobre – sottolinea il sindaco di Castellalto Vincenzo Di Marco – Questa mattina come amministrazione comunale abbiamo incaricato un avvocato di predisporre un’azione legale a seguito della decisione, spropositata sia nei modi che nei tempi, che lascerebbe scoperta e priva di guardia medica e assistenza ai cittadini un’area afferente ai territori di Canzano e Castellalto con oltre 10mila abitanti. Nei soli primi 9 giorni del corrente mese di agosto nella sede del capoluogo sono state effettuate 30 prestazioni mediche, concentrate soprattutto nel fine settimana. A chi si rivolgeranno i nostri cittadini una volta chiusa la guardia medica? Avevamo impugnato l’atto commissariale del 2013 voluto dall’ex governatore di centrodestra Chiodi e mi aspettavo che si attendesse l’esito di questo ricorso. Adesso impugneremo anche questa delibera della ASL. Ho interpellato e sollevato il caso nei confronti dei vertici della Regione dalla quale attendiamo riposte. Va inoltre notato che nella delibera del 9 agosto della Asl si dispone la chiusura solo di tre centri, tra cui quello di Castellalto, mentre per gli altri si rimanda ad ulteriori specifiche da adottare entro marzo 2017. Chiediamo al direttore generale Fagnano e alla Regione di ripensare rapidamente quanto previsto nel recente atto, chiedendo al contrario di indire un tavolo di concertazione subito con tutti i soggetti coinvolti, in primis i sindaci dei Comuni interessati in quanto autorità sanitarie del proprio territorio”.

MANUELE TIBERII, SINDACO DI COLLEDARA,: “ENNESIMO SCHIAFFO ALLE AEREE INTERNE”. “Con stupore siamo venuti a conoscenza della delibera firmata il 09 Agosto dal direttore generale Fagnano in cui viene decisa la soppressione, in prima istanza, delle sedi di Continuità Assistenziale (Guardia Medica) nei comuni di Colledara, Castellalto e Nereto: l’ennesimo schiaffo alle aeree interne che oltre a subire il persistere delle conseguenze della grave crisi economica ora vede anche negato ‘il diritto alla salute’. Infatti con la chiusura della guardia medica ubicata nel nostro territorio, aumenta sempre di più la distanza tra il cittadino e le strutture sanitarie, sempre più lontane dalle vere esigenze dei cittadini”.

Lo ha dichiarato il sindaco di Colledara, Manuele Tiberii, ricordando che “iusto un anno fa, i consigli comunali dei territori della Valle Siciliana (Colledara, Castel Castagna, Castelli, Isola del gran Sasso e Tossicia), approvano una mozione per il mantenimento del servizio 118 ad Isola del Gran Sasso e tale problematica era sbarcata anche in parlamento grazie all’intervento dell’onorevole Giulio Sottanelli, ma purtroppo oggi ci troviamo nuovamente a subire decisioni prese dall’alto senza un minimo di condivisione con il territorio, basandosi esclusivamente su dei numeri già ampiamente contestati. E’ intenzione di tutta l’amministrazione intraprendere qualsiasi misura al fine di garantire il mantenimento di questo servizio strategico ed essenziale per tutta la vallata: riteniamo incomprensibile redigere un piano di riordino basandosi esclusivamente su tagli (basti pensare al nuovo piano dei trasporti regionale ed alle proteste messe in atto dai sindaci delle aree montane) sempre e solo a discapito delle aree interne già ampiamente penalizzate in passato”, conclude il sindaco.