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Teramo, sede decorosa e consona per le esigenze del Braga

Un Conservatorio ‘statale’, quale appunto è il Braga, ha il diritto di operare all’interno di una Sede che oltre ai presupposti del decoro e del rispetto della vigente normativa, esprima elementi tecnici quali spazi adeguati, attrezzati e insonorizzati”.

La richiesta che arriva dai vertici del Conservatorio teramano è chiara e non lascia spazio a possibili interpretazioni. Dopo il polverone alzato nei giorni scorsi a seguito della dichiarazione fatta dal sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi, sulla possibilità di creare al Parco della Scienza una cittadella della musica in cui ospitare il Braga, torna a parlare il presidente Sergio Quirino Valente che ha confermato come entro la settimana avrà dai tecnici risposte a riguardo.

Una cosa è certa. Dal 1 settembre bisognerà dare all’Istituto Braga una nuova sede visto che al Comi partiranno i lavori per l’adeguamento sismico e non sarà più possibile continuare a svolgere la regolare attività didattica con i rumori che ci saranno. E, dopo i “tanti anni in cui il conservatorio è stato nel dimenticatoio degli enti”, come ha confermato lo stesso presidente che ha recepito con piacere l’interessamento del primo cittadino, ora è tempo di dare alla scuola una sede consona, “perché ne ha diritto”, se non si vuole perdere questa istituzione visto che il CdA , insieme ai docenti e gli studenti, si sta battendo, facendo tutto il possibile per tenerla in piedi.

Preme puntualizzare con assoluto rammarico”, si legge nella nota del Braga, “che sinora il nostro Conservatorio è stato costretto a elemosinare un sito cittadino, ottenendo nulla e vagando in luoghi non consoni alla funzione e al rango. Nel prendere atto della nuova e gradita proiezione manifestata dal Sindaco, i vertici del Conservatorio auspicano che si giunga in brevissimo tempo a una congrua soluzione, poichè sarebbe davvero deprimente per l’immagine delle Istituzioni e del territorio, riproporre luoghi e tempistiche francamente inaccettabili”.

E sulla possibilità, ventilata nelle settimane scorse, di siti alternativi, ex Molinari in primis, Valente, che non ha mai nascosto il suo ottimismo per una soluzione positiva al problema, puntualizza, “qualsiasi sede purché decorosa e adeguata alle nostre esigenze, per noi andrà bene e attendiamo con fiducia qualcosa di certo che ci consenta di iniziare a lavorare in tranquillità per il nostro istituto”.