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Teramo, 100 mila euro di fondi regionali per i nidi. Ma il Comune non risponde

“Non ci sono i presupposti”. Bolla così la scelta di non partecipare al bando regionale per interventi a favore dei servizi educativi per la prima infanzia, la dirigente del Comune di Teramo Cristina Di Gesualdo che avrebbe consentito ai nidi comunali di prolungare l’apertura della struttura fino alle 18,30 o nel periodo estivo, con un finanziamento fino a 100 mila euro. La dirigente, infatti, ha sostenuto che nel territorio comunale non ci sono abbastanza richieste a riguardo e, proprio per questo motivo, verrà interrotto il servizio svolto nel nido di Colleatterrato, lasciando attivo con orario lungo solo quello di via Diaz. Diversa, invece, è la questione dei bandi per l’ampliamento del numero di bambini ammessi, monitorato dall’amministrazione per il quale si dovrebbe a breve conoscere l’avviso pubblico.

Ma a questa scelta si oppone con fermezza il capogruppo del Pd al consiglio comunale teramano, Gianguido D’Alberto che sottolinea come la partecipazione ad un bando non precluda la partecipazione anche all’altro, definendo questa circostanza una “grave responsabilità politica” che testimonia come “la Giunta sia completamente scollegata dai problemi reali dei cittadini”.

“Già qualche settimana fa”, ha detto D’Alberto, “mi ero recato negli uffici comunali per accertarmi che non si perdesse questa opportunità viste le tante esigenze riscontrate tra le famiglie teramane. Così come, durante l’ultimo Consiglio comunale, avevo messo al corrente del bando sia la neo assessore Francesca Lucantoni che il sindaco stesso. Per questo non comprendo il motivo per il quale si sia deciso di fare finta di nulla, soprattutto in un momento così difficile in cui ci si lamenta della carenza di risorse”.

Per il capogruppo del Pd, infatti, è mancato un indirizzo politico chiaro che, in questa rotazione di deleghe, ha finito per creare situazioni di stallo le cui conseguenze si riversano come sempre solo sulle spalle dei cittadini.

“Non vorrei che dietro a questo episodio”, continua D’Alberto, “ci sia la tentazione/tentativo di smantellare il sistema pubblico dei nidi, con la volontà della Giunta di lasciare le porte aperte ad una privatizzazione al buio che non accettiamo. Solo intercettando queste opportunità e attraverso risorse nazionali e regionali è, infatti, possibile mantenere un servizio pubblico efficiente. Ma non è stato mosso un dito per rispondere alle richieste che vengono dal territorio, a dimostrazione che questa Giunta si disinteressa completamente delle esigenze reali delle famiglie”.