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Potature, la parola all’esperto

Giulianova. Potature, parola all’esperto. Nelle ultime settimane, a livello cittadino, si sono originate delle polemiche (sconfinate nella politica) sulla bontà delle potature effettuate sugli alberi e piante che costituiscono il patrimonio pubblico cittadino.

Intervistiamo il Presidente dell’Ordine dei dottori agronomi e dottori forestali della Provincia di Teramo, Gabriele Rizzo.

Dottor Rizzo ha avuto modo di vedere come sono stati potati, negli scorsi mesi, gli alberi del Comune di Giulianova, in particolare quelli posti lungo i viali urbani e lungo la statale 16, e se tali potature rispondono alle corrette pratiche agronomiche.

“HO AVUTO MODO DI NOTARE GLI INTERVENTI FATTI E DEVO PURTROPPO CONSTATARE QUELLA CHE, SECONDO MIO PERSONALE GIUDIZIO, E’ UN’INAPPROPRIATA ATTIVITA’ DI GESTIONE DEL VERDE A CAUSA DI CAPITOZZATURE ESTREME A DANNO DELLE PIANTE CHE NE STANNO SUBENDO NEGATIVAMENTE GLI EFFETTI”.

Tali pratiche possono danneggiare gli alberi e, in caso positivo, quali sono i rischi?

“IL DANNO PROVOCATO E’ PALESE, INFATTI, BASTA GUARDARE LO STATO DELLE CHIOME, PRATICAMENTE PRIVE DEL FOGLIAME, CHE IN QUESTO PERIODO DELL’ANNO DOVREBBE ESSERE PRESENTE IN MANIERA RIGOGLIOSA. I DANNI SONO CONSEGUENZA DELLA CAPITOZZATURA E SONO DI VARIA NATURA. INNANZITUTTO, SI CREA UN FACILE ACCESSO AGLI ORGANISMI CARIOGENI CHE NEL GIRO DI POCHI ANNI POSSONO CAUSARE LA PERDITE DI BRANCHE FINO A CAUSARE LA MORTE DELL’INTERA PIANTA. INOLTRE, SE SI CONSIDERA CHE LE FOGLIE SONO LA FONTE DELL’ALIMENTAZIONE DI UN ALBERO, L’ELIMINAZIONE COSTANTE DELLA CHIOMA SI TRADUCE IN UN INDEBOLIMENTO GENERALE DELLA STRUTTURA; QUESTO PUO’ CONDURRE INEVITABILMENTE AD UNA MAGGIORE PREDISPOSIZIONE, AD ESEMPIO, AI MARCIUMI RADICALI CHE SONO CAUSA COMUNE DI CROLLO DEGLI ALBERI. INFINE, E’ BENE EVIDENZIARE CHE I CAPITOZZI DANNO ORIGINE A NUOVI RAMI CHE NON HANNO LE STESSE CARATTERISTICHE DI QUELLI CHE LA PIANTA FORMA NATURALMENTE; QUESTI RAMI, INSERITI IN MANIERA FORZATA NELL’IMPIANTO STRUTTURALE, SONO PIÙ’ SOGGETTI A ROTTURE PER IL VENTO O LA NEVE ANCHE QUANDO RAGGIUNGONO DIMENSIONI CONSIDEREVOLI. DI CONSEGUENZA, LA CONTINUA PRODUZIONE DI SUCCHIONI RENDERA’ LA CHIOMA MOLTO PIÙ’ PESANTE, MENO PERMEABILE AI VENTI E CON ALTO RISCHIO DI SCHIANTO IN PRESENZA DI VENTO FORTE.

Si possono quantificare economicamente gli eventuali danni provocati da interventi sbagliati?

“LA STIMA DI UN INTERVENTO SBAGLIATO POTREBBE ESSERE CALCOLATA CONSIDERANDO I MANCATI BENEFICI CHE LA PIANTA AVREBBE POTUTO DARE SE NON AVESSE SUBITO DANNI DA ERRATA GESTIONE. E’ IL PRINCIPIO FONDAMENTALE DELL’ESTIMO CHE CONSENTE AI DOTTORI AGRONOMI E AI DOTTORI FORESTALI DI QUANTIFICARE IL VALORE DI UN BENE ECONOMICO OGGETTO DI STIMA, PER SODDISFARE DETERMINATE ESIGENZE PRATICHE. LOGICAMENTE, NEL CASO SPECIFICO, LA QUANTIFICAZIONE ECONOMICA E’ RIVOLTA ALLE MANCATE ATTIVITA’ DELLE PIANTE MAL GESTITE CHE SONO, AD ESEMPIO, PRODUZIONE DI OSSIGENO E FISSAZIONE DI CO2, DEPURAZIONE DELL’ARIA GRAZIE ALL’ASSORBIMENTO DEL PARTICOLATO DA PARTE DELLE FOGLIE (DIMINUZIONE DEL TASSO DI INQUINAMENTO), RIDUZIONE DEL RUMORE (DA VENTO E DA TRAFFICO), VALORE PAESAGGISTICO, AUMENTO DEL VALORE DEGLI IMMOBILI, ECC”.

L’amministratore unico della Giulianova Patrimonio, Di Giambattista, afferma che gli interventi di potatura di cui parliamo sono sempre effettuati dietro consulenza di agronomi indicati dall’amministrazione. Crede che iscritti al suo albo abbiano potuto dare un qualche parere positivo ad interventi di potatura così drastici?

“PERSONALMENTE SPERO CHE NON CI SIANO COLLEGHI CHE DIANO PARERE TECNICO POSITIVO AD INTERVENTI DEL GENERE, SIA PERCHÉ’ SAREBBE LA DIMOSTRAZIONE DI UNA NON CONOSCENZA DELLA MATERIA SIA PERCHÉ’, FORSE, SONO STATE ACCOLTE ED ESAUDITE RICHIESTE DI INTERVENTI DI TAGLIO DA PARTE DELLA CITTADINANZA CHE SI E’ LAMENTATA, AD ESEMPIO, DELLA “SPORCIZIA” CAUSATA DAL TROPPO FOGLIAME PER TERRA O DELLA TROPPA OMBRA NEL PERIODO INVERNALE O DELL’INGOMBRO DEI RAMI A RIDOSSO DELLE ABITAZIONI. TUTTO CIO’ CAUSA QUELLO CHE E’ SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI E CHE RICHIEDE MAGGIORE ATTENZIONE DA PARTE DELLE AMMINISTRAZIONI LOCALI CHE DEVONO, INNANZITUTTO, COLLABORARE CON TECNICI BEN PREPARATI CHE DIANO LE CORRETTE DIRETTIVE A COLORO CHE APPLICANO PRATICAMENTE LE OPERAZIONI DI GESTIONE DEL VERDE”.

Di Giambattista afferma, sempre nella sua replica, che il Regolamento del Verde Urbano e Periurbano del Comune di Giulianova vada rivisto, soprattutto nella parte relativa alle potature, per adattarlo alle esigenze di Giulianova. Lei ha avuto modo di leggere il regolamento citato ed è del parere che sia questo strumento a dover essere modificato, in quanto troppo restrittivo e/o privo di valenza scientifica, o, piuttosto, debbano essere gli interventi ad adeguarsi al regolamento?

“VOGLIO SPECIFICARE CHE I REGOLAMENTI DEL VERDE NON SONO TUTTI UGUALI PERCHÉ’ DEVONO ESSERE ADATTATI AL TERRITORIO IN CUI VANNO APPLICATI, MA, UNA VOLTA APPURATE TUTTE LE CONDIZIONI NECESSARIE AFFINCHÉ’ UN REGOLAMENTO POSSA ESSERE CONSIDERATO IDONEO, LA SUA ADOZIONE E IL SUO CONSEGUENTE RISPETTO DEVONO ESSERE D’AIUTO ALLE AMMINISTRAZIONI PER REALIZZARE UNA CORRETTA GESTIONE DEL VERDE PUBBLICO E PRIVATO. IL FATTO CHE CI SIANO DELLE PROPOSTE DI MODIFICA AD UN REGOLAMENTO, NON SIGNIFICA CHE QUESTE SIANO ERRATE; L’IMPORTANTE E’ VALUTARLE ED EVENTUALMENTE APPORTARE LE GIUSTE VARIAZIONI AL TESTO ADOTTATO CHE, PERO’, DOVRÀ’ POI ESSERE RISPETTATO RIGOROSAMENTE CON IL CONSEGUENTE ADATTAMENTO DEGLI INTERVENTI AL REGOLAMENTO E NON VICEVERSA”.

E’ di questi giorni la notizia che il Comune di Giulianova procederà ad una “riduzione delle radici” dei pini, radici che hanno dissestato il piano stradale di molte vie della cittadina adriatica. Secondo il suo parere tale procedura comporta pericoli per la stabilità degli alberi?

“Potare le radici delle piante è da evitare nella maniera più assoluta. BASTA immaginare che conseguenze potrebbe avere un ipotetico taglio delle fondamenta sulla stabilità dI UNA CASA. I pini di ETA’ AVANZATA non possono subire un intervento così invasivo come il taglio delle radici perché questo ne minerebbe fortemente la stabilità, con grossi rischi per gli edifici attigui e i passanti. Inoltre le radici, come tutti i tessuti delle pianta, SONO COSTITUITE DA CELlule meristematiche e, quindi, tagliandole non SI RISOLVE il problema ma semplicemente lo si rimanda, in quanto le radici ricrescono e nel giro di qualche anno tornerebbero a sollecitare la pavimentazione stradale con la loro pressione. Il taglio delle radici infine è comunque un trattamento poco consigliato perché, aprendo i tessuti radicali con dei tagli si favorisce l’ingresso di agenti patogeni come per esempio i funghi che causano marciumi radicali”.

In conclusione come giudica la gestione del verde nel Comune di Giulianova e, in generale, nei comuni della Provincia di Teramo?

“PURTROPPO LA RISPOSTA E’ SEMPRE LA STESSA: LA STRAGRANDE MAGGIORANZA DEI COMUNI DELLA PROVINCIA, COMPRESO IL CAPOLUOGO, NON HANNO ALCUN PIANO DI GESTIONE DEL VERDE. QUESTO SI TRADUCE IN UNA SERIE DI INTERVENTI CHE NON SEMPRE VENGONO REALIZZATI AD ARTE SIA PERCHE’ MANCA LA SUPERVISIONE DI UN TECNICO SPECIALIZZATO (DIRETTORE DEI LAVORI), SIA PERCHÉ’ I LAVORI VENGONO AFFIDATI A DITTE CHE NON HANNO LA DOVUTA PREPARAZIONE PER AFFRONTARE TALI INTERVENTI. IN PIÙ, INOLTRE E’ ANCHE GRAVE RISCONTRARE CHE TALVOLTA ANCHE IN PRESENZA DI UN REGOLARE PIANO DEL VERDE NON LO SI RISPETTI”.

Si ringrazia Gabriele Rizzo per il suo autorevole contributo e si ricorda che la tutela del verde urbano e periurbano è fondamentale per il benessere dei cittadini e per il decoro e la piacevolezza di una città, soprattutto se a vocazione turistica come Giulianova. Si ricorda, inoltre, che esistono leggi nazionali e regionali a tutela del verde, e, in seno al Ministero dell’Ambiente, è stato istituito un Comitato per il Verde Urbano i cui pareri sono utili a guidare le azioni delle amministrazioni.
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