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Roseto, servizi sociali: Di Bonaventura chiede incontro urgente alla Regione

Roseto. Il sindaco di Roseto Franco Di Bonaventura si farà promotore di un incontro urgente con la Giunta regionale per ottenere un chiarimento sulle risorse finanziarie che la Regione Abruzzo intende destinare alle politiche sociali per chiudere l’annualità 2010 e per la programmazione del nuovo Piano di Zona dei Servizi Sociali a cominciare dall’annualità 2011. La richiesta è scaturita al termine di un incontro che si è svolto ieri sera in apertura di Consiglio tra i Capigruppo e i rappresentanti delle Cooperative Sociali che operano all’interno dell’ente d’Ambito Costa Sud 2.

“Per l’annualità 2010” ha spiegato l’assessore alle Politiche Sociali Teresa Ginoble “la Regione Abruzzo ha dato la proroga  ai Piani di Zona degli Enti d’Ambito ed ha concesso i finanziamenti con il contagocce e sempre in seguito a decisi solleciti di noi amministratori. A poco più di un mese dalla fine dell’anno non abbiamo ancora nessuna comunicazione ufficiale e questo comporta una incertezza sul futuro dei servizi erogati alle famiglie e di conseguenza sul futuro della vita stessa delle cooperative sociali”.

L’impegno ad affrontare con urgenza il tema è stato condiviso da tutte le forze politiche di maggioranza ed opposizione. “Accogliamo con favore questa unanimità di intenti nei riguardi delle politiche sociali” ha detto il sindaco “perché in un momento in cui la crisi occupazionale investe la nostra provincia, questa incertezza rischia di trasformarsi in emergenza  sociale e di aggravare  lo stato di difficoltà delle famiglie assistite e lo stato di precarietà di tanti giovani professionisti che oggi sono occupati in questo settore”.

“Noi chiediamo con forza la possibilità di fare una seria programmazione” ha aggiunto Ginoble “perché i servizi sociali non si possono improvvisare. Un ente pubblico non può lasciare da un giorno all’altro un anziano non autosufficiente da solo, non può lasciare senza assistenza qualificata un disabile nella scuola, soprattutto oggi che l’istituzione scolastica vive tanti disagi causati dai pesanti tagli della riforma.  Non è possibile chiudere  i centri aggregativi per i ragazzi. I servizi di cui stiamo parlando infatti fatto parte dei liveas, cioè i livelli essenziali fissati dalla normativa nazionale e rappresentano quindi uno standard irrinunciabile”.