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Continuano i tagli alla Asl di Teramo. Fagnano: “Non siamo ammortizzatori sociali”

“La Asl di Teramo non può più svolgere il ruolo di ammortizzatore sociale”. E’ il direttore generale dell’azienda sanitaria teramana, Roberto Fagnano, che commenta, sua malgrado, le inevitabili conseguenze che la riorganizzazione imposta a livello regionale comporta per per i diversi settori interessati dai tagli.

Dopo la protesta davanti al Mazzini di ieri delle ex lavoratrici addette alla distribuzione pasti, Fagnano ha ribadito che il servizio, il cui costo in passato era arrivato a un milione e 50 mila euro, non può più essere sostenuto dall’azienda, così come si dovrà mettere mano anche sulla razionalizzazione del servizio di taglio dell’erba (con questi risultati? VEDI FOTO) che la ditta esterna garantisce con 16 addetti per 365 giorni l’anno, con una spesa di circa 800 mila euro l’anno.

Inoltre, si dovrà attendere l’incontro in programma domani a Pescara con i vertici regionali dei Vigili del Fuoco, per capire che fine farà l’appalto della gestione del servizio antincendio, vista la scadenza a fine mese e la nuova normativa che impone alcuni cambiamenti.

“Abbiamo presentato un piano”, continua Fagnano, “ma dobbiamo verificare con gli organi competenti se le nostre proposte saranno accettate. Intanto faremo un appalto temporaneo di un paio di mesi per 12 posti in vista di quanto ci verrà detto dalla riunione regionale. Un servizio il cui costo, partito da poco meno di un milione di euro, è stato via via ridotto gradualmente e che contiamo ora di contenere entro le 40mila euro mensili, con un sostanziale dimezzamento della spesa”.

“Purtroppo le risorse sono quelle”, continua il direttore generale, “e siamo consapevoli che ogni volta che la Asl fa un passo indietro, si perdono posti di lavoro”. Ma vista la grande carenza di personale che l’azienda teramana ha, non è possibile più mantenere costi così elevati per servizi di certo utili ma non fondamentali come quelli infermieristici e medici.

“E’ il solito gioco delle tre carte”, conclude Fagnano, “ma abbiamo le mani legate e cerchiamo solo di razionalizzare tenendo conto delle esigenze degli utenti”.