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Gruppo Atr, i lavoratori scendono in piazza

Teramo. E’ il giorno dello sciopero per i lavoratori del gruppo Atr, che questa mattina si sono dati appuntamento in piazza Dante a Teramo, coordinati dai sindacati di categoria Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil.

E, mentre fuori viene portata avanti la protesta, nella Sala del Mutilato, a pochi passi dal presidio, si svolge l’incontro istituzionale tra azienda, sindacati ed istituzioni, convocato dal presidente della Provincia di Teramo Valter Catarra.

Presenti al tavolo il commissario straordinario del gruppo Atr, Gennaro Terracciano, il sindaco di Colonnella, Marco Iustini e le rappresentanze sindacali e datoriali (Lamborghini ed Itca). Grandi assenti, invece, le istituzioni regionali, nonostante fossero stati inviati a partecipare anche il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi e l’assessore regionale al Lavoro, Paolo Gatti. Al loro posto Giuseppe Sciullo, dirigente regionale del Settore Lavoro.

L’assenza è stata notata dall’opposizione provinciale e regionale presente tra i lavoratori. Claudio Ruffini, Giuseppe Di Febo ed Ernino D’Agostino hanno, infatti, denunciato il disinteresse di Gianni Chiodi di fronte ad un’impresa molto importante per l’Abruzzo. “Avevamo ragione” hanno sottolineato a riguardo “nel sostenere che si trattasse di un’azienda di eccellenza che va sostenuta, perché può produrre e dare ancora occupazione. Ci vorrebbe una presa in carico da parte del presidente per una realtà in difficoltà per la quale è necessario chiedere un accordo di programma”.

Dal canto loro, i lavoratori hanno deciso di incrociare le braccia per otto ore, bloccando anche gli straordinari.

Chiediamo che le parti politiche si interessino maggiormente alla vicenda” dice uno di loro. “Ci piacerebbe avere maggiori certezze, sapere se per i lavoratori che operano nei due rami d’azienda del gruppo (i cui contratti d’affitto sono in scadenza) è prevista la cassa integrazione o la mobilità, avere notizie sull’anticipo della cassa integrazione stessa e sapere quali sono, se ci sono, i nomi dei possibili acquirenti che hanno risposto al bando di vendita del gruppo. Insomma, vogliamo più concretezza, perché fino ad ora si sono sentite solo tante parole”.

In ballo c’è il futuro degli oltre 700 dipendenti che al momento lavorano per il gruppo di Colonnella.

Di questi, 289 operai sono in cassa integrazione straordinaria.

Tra le novità emerse dall’incontro istituzionale, spicca in particolar modo l’esistenza di alcuni gruppi imprenditoriali interessati al rilevamento dell’azienda. Voci di corridoio danno fra le “papabili” la Finmeccanica. Lo ha affermato lo stesso Terracciano, che si impegnerà ad evitare lo “spezzatino aziendale” e a fare in modo che l’acquirente sia unico. Proprio l’amministratore delegato avrebbe pronto, infatti, il bando, che con buone probabilità sarà pubblicato nei primi giorni di marzo.

Nel frattempo, la Provincia ha annunciato un nuovo incontro presso il Ministero tra il 3 ed il 4 marzo per affrontare di nuovo la problematica.

Marina Serra