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Giulianova, la Piccola Opera Charitas rischia di chiudere. Dalla Regione sempre meno fondi.

Giulianova. Nata intorno agli anni ’60 per volontà di Padre Serafino Colangeli, scomparso l’estate scorsa, la Piccola Opera Charitas di Giulianova è diventata con il tempo un punto di riferimento per meno abbienti e per persone con difficoltà psicomotorie. Una vera e propria casa di accoglienza all’interno della quale gli ospiti trovano conforto, assistenza da parte di personale altamente qualificato.

La Piccola Opera, che garantisce un centinaio di posti durante il giorno, con una trentina per le attività ambulatoriali quotidiane (altri 10 trattamenti per l’assistenza domiciliare), rischia ora di dover dimezzare la propria attività, se non addirittura chiudere i battenti e licenziare gran parte del personale che manda avanti le attività. La Regione, nell’ambito della riduzione delle spese sanitarie e di rientro del debito, ha operato un grosso taglio sui contributi da destinare alle strutture private accreditate per la riabilitazione.

Degli oltre 6 milioni di euro del 2007, la Piccola Opera di Giulianova avrà per il 2009 fondi per circa 3 milioni di euro. I fondi ai singoli centri di riabilitazione, come appunto è la struttura creata da Padre Serafino, vengono elargiti dalle Asl, nel caso specifico da quella di Teramo. Nel 2009 la Regione ha stanziato complessivamente per la riabilitazione solo 60 milioni, rispetto ai 96 milioni di due anni prima. Nello stesso anno alla Asl di Teramo è stato ridotto il fondo a 13 milioni e 658 mila euro. Quindi l’Asl di Teramo, che ha il compito di negoziare con le singole strutture di riabilitazione sulla ripartizione dei fondi, ha ridotto di quasi 50 per cento il finanziamento alla Piccola Opera, rispetto proprio alla quota del 2007 che era appunto di oltre 6 milioni di euro. Il rischio è quindi quello dei licenziamenti.

All’interno della Piccola Opera lavorano specialisti nelle varie branche: psichiatra, neurologo, cardiologo e medici generici. Inoltre prestano servizio psicologi, pedagogisti, assistenti sociali, infermieri professionali, tecnici della riabilitazione, educatori specializzati e maestri di laboratorio provenienti da accademie artistiche. Gente che rischia di perdere il proprio posto di lavoro perché non ci sarebbero più fondi per pagare gli stipendi. Mentre gli ospiti della Piccola Opera non avrebbero più assistenza. Ci sarebbe comunque una soluzione che è quella di chiedere l’accreditamento di fondi anche per la Rsa di Colleranesco, aggregata alla Piccola Opera, struttura per l’assistenza di anziani non autosufficienti e inaugurata alcuni anni fa da Padre Serafino.

I dirigenti attuali della struttura giuliese avrebbero anche pensato di chiedere un contributo alle famiglie dei loro ospiti, un piccolo sostegno capace comunque di aiutare a mantenere in piedi la Piccola Opera. Va detto, però, che le persone che sono lì ospiti non hanno proprio nulla. E se hanno avuto qualcosa finora, lo devono proprio a Padre Serafino e a quanti prestano servizio a sostegno della Piccola Opera.

Lino Nazionale