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La bomba rinvenuta a Cologna era ancora pericolosa per via di un doppio innesco

Cologna Spiaggia. Ha rappresentato un pericolo in tutti questi anni durante i quali è rimasta sepolta sotto un metro ed oltre di sabbia e terriccio. La bomba d’aereo rinvenuta nei giorni scorsi sul litorale colognese, tra la marchesa Mazzarosa e le aree Migliorati, e fatta brillare questa mattina alle 10,05 sarebbe potuta esplodere in qualsiasi momento.

Gli artificieri del VI Reggimento Genio Pionieri di Roma, intervenuti sul posto per coordinare tutte le operazioni per il brillamento del residuato bellico risalente al II conflitto mondiale (supervisione della Prefettura di Teramo), hanno confermato che la bomba, sganciata da un aereo alleato, era ancora innescata con un doppio sistema di esplosione. Il primo, quello tradizionale a percussione, che però al momento di toccare il suolo non ha funzionato, il secondo, invece, a reazione chimica, ancora in azione al momento del ritrovamento.

Era una bomba del peso di 250 libbre, circa 105 chilogrammi con almeno 30-40 chili di Tnt, ovvero tritolo a polvere nera. Quando gli artificieri sono giunti sul posto, nei giorni scorsi, per verificare le caratteristiche dell’ordigno, hanno confermato la straordinaria pericolosità. Una volta messa in sicurezza l’area, impedendo persino il passeggio (gli accessi sono stati presidiati 24 ore al giorno da Croce rossa, polizia, agenti municipali, carabinieri), hanno atteso le 140 ore dal primo intervento, necessarie affinché l’innesco chimico non avesse più alcun effetto. Durante tutto questo periodo il traffico ferroviario è stato rallentato all’altezza del sito in cui è stata rinvenuta la bomba per ridurre al minimo le vibrazioni.

In questi giorni gli artificieri hanno allestito al camping Lido D’Abruzzo il quartiere generale per studiare le modalità di intervento per far brillare l’ordigno. Hanno esaminato anche le caratteristiche di una bomba simile a quella rinvenuta a Cologna Spiaggia per fare in modo che nulla venisse lasciato al caso. Una pala meccanica della ditta Di Giuseppe di Roseto dalle 7 del mattino ha iniziato a costruire attorno al residuato bellico un cumulo di sabbia e ghiaia per attutire l’esplosione dovuta alle cariche sistemate dagli artificieri e ovviamente alle potenzialità della stessa bomba.

Le operazioni sono state coordinate dal Tenente Diego La Cognata (nella foto a destra) che alle 10,05, dopo essersi assicurato che il traffico lungo la statale 16 e quello ferroviario fossero interrotti per garantire la totale incolumità, ha dato l’okay per il brillamento.
Alle varie operazioni hanno partecipato gli uomini della Croce Rossa, coordinati dal responsabile provinciale Fabrizio Ferrante, i volontari della protezione civile che con i propri mezzi hanno presidiato le vie laterali della statale 16 e le aree di servizio.
Una folla di curiosi, invece, si è sistemata sulle colline colognesi per seguire l’esplosione dell’ordigno, uno spettacolo però danneggiato dalla presenza di una fastidiosa foschia.
“Operazioni simili”, ha commentato il Tenente La Cognata, “noi del VI Reggimento del Genio Pionieri di Roma ne compiamo 4-5 durante un anno. Il residuato rinvenuto a Cologna Spiaggia era molto pericoloso, quindi abbiamo messo in campo tutti gli strumenti per garantire la totale incolumità e per fare in modo che l’operazione andasse a buon fine”.
Lino Nazionale