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Giulianova, commercianti sul piede di guerra per la Tari

I commercianti di Giulianova pronti ad un’azione forte per fare in modo che l’amministrazione riveda il piano sulla Tari che prevede la scadenza al 28 febbraio ma che costringe gli esercenti ad un esborso considerato esagerato.

Chiedono il confronto e soprattutto di rivedere alcune cose gli esercenti giuliesi. Vogliono una risposta concreta da parte del Comune e avanzano anche una serie di proposte. Confcommercio, Confesercenti, Cna sono compatte.

In una conferenza stampa, a cui hanno preso parte Gianpiero D’Angelo, della Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi), Gianni Massi (commerciante), Pietro Belgiglio (Confcommercio Giulianova), sono state affrontate diverse questioni.

“Siamo uniti, questo è il momento di fare davvero squadra”, spiega Pietro Belgiglio, responsabile della Confcommercio Giulianova, “sono arrivate le cartelle, è il momento di pagare, si avverte una certa tensione. Noi abbiamo sempre cercato il confronto con il Comune. Abbiamo organizzato tempo addietro la manifestazione degli impermeabili che purtroppo non è servita a nulla visto che non siamo stati ascoltati a Palazzo di Città”.

Gli esercenti giuliesi hanno avanzato dei suggerimenti di varia natura. A cominciare dal fatto che l’Ente metta a disposizione dei giovani laureti in materie che abbiano a che fare con contabilità e tassazione, pagati con dei voucher, che aiutino le persone a districarsi in questo difficile dedalo delle imposte. E soprattutto che vengano messi a disposizione delle categorie più deboli, come i portatori di handicap.

“Deve essere il Comune che va dal disabile, con un proprio referente o esperto della materia”, ha aggiunto Belgiglio, “e non che il disabile debba spostarsi. E’ una questione di civiltà. Poi ci sono le nostre battaglie economiche”.

Le richieste di natura economica riguardano innanzitutto che non ci sia più lo sforamento dell’aumento del 20 per cento della Tari, la rilevazione di una tariffa puntuale perché, come ha spiegato Belgiglio, bisogna pagare per ciò che si produce. Contestata anche l’applicazione della Tari sulle seconde case che si basa sul calcolo di un minimo tre occupanti, anche se l’alloggio risultasse vuoto.

“Non è concepibile una tariffazione forfettaria”, sbotta il responsabile della Confcommercio, “inoltre chiediamo che a pagare siano anche coloro i quali hanno usufruito del servizio di nettezza urbana senza però mai pagare nulla. Il riferimento è ad esempio all’organizzazione di eventi, manifestazioni. Oggi devono essere chiamati alla cassa e pagare come noi altri”. I commercianti giuliesi voglio un dialogo, altrimenti sono pronti ad una class action contro il Comune di Giulianova.