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Roseto, trattamento e smaltimento dei rifiuti: affidamento al Csa Scarl era illegittimo

Roseto. Illegittimo l’affidamento diretto, da parte del Comune di Roseto, al Consorzio Stabile Ambiente (Scarl) aquilano per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti nel polo tecnologico di Grasciano.

 

Il pronunciamento del Tar arriva alla fine del periodo di affidamento (dal 2 di luglio allo scorso 31 di dicembre), ma chiarisce i termini della vicenda e accoglie il ricorso presentato dalla Deco, che aveva ravvisato nella determina dirigenziale licenziata dal Comune di Roseto, varie anomalie.

 

 

La prima, tra tutte, quella di aver affidato in maniera diretta,e dunque senza una normale procedura, il servizio di trattamento e smaltimento dei rifiuti alla società in questione, pur non essendo concessionaria in seno al consorzio Cirsu.

 

Tutti gli atti varati dal Comune di Roseto, nel caso in questione,sono stati annullati dal Tar, mentre non è stata accolta la richiesta di risarcimento danni, avanzata dalla Deco, in quanto il tribunale amministrativo ha osservato che qualora fosse stata seguita una procedura di bando, non è detto che lo stesso sarebbe poi stato gestito dalla Deco, società che fa capo alla famiglia Di Zio.

Due gli aspetti evidenziati dal tribunale amministrativo

” Il rapporto concessorio che lega il Cirsu a Scarl dimostra, di per sé, l’inidoneità dello stesso Cirsu a svolgere autonomamente le attività di “gestione” della discarica di cui è proprietario e dunque i servizi non già un fenomeno di trasmigrazione, ovvero di “successione” o addirittura di “cessione”, del rapporto “organico”, che lega le amministrazioni all’organismo “in house”, in capo al concessionario, ,ma è esattamente il contrario. La scissione di tale rapporto, ormai di diversa natura e con un soggetto terzo rispetto al rapporto “in house”, quale è appunto il concessionario.
Sotto un secondo profilo”, si legge ancora nel dispositivo, non risulta affatto che il Cirsu si possa configurare (contrattualmente ovvero normativamente) come “centrale di committenza” nei confronti dei singoli Comuni consorziati e che possa scegliere, in nome e per conto di questi, l’affidatario del servizio, il che è comprovato proprio dalla circostanza che non Cirsu ha selezionato l’affidatario del servizio .
Né, d’altronde, la gara conclusa con l’affidamento della concessione (di costruzione e gestione) della discarica comprendeva l’affidamento dei servizi da parte dei singoli Comuni che avrebbero quindi (e hanno, di fatto) dovuto autonomamente determinarsi sugli stessi”.

 

 

Lo stesso tribunale amministrativo ricorda che il Comune di Roseto, in caso di nuovo affidamento, di asternersi dalla precedente procura ora cassata.

Il Comune rivierasco è stato anche condannato al pagamento delle spese legali.